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Un emporio di comunità

mesanoa

Mesa Noa - Food Coop Cagliari

Mesa Noa - Food Coop Cagliari si ispira a The Park Slope Food Coop, il supermercato collaborativo di Brooklyn, nato nei primi anni '70, che oggi conta circa 17mila soci attivi. La storia di The Park Slope, una delle più interessanti esperienze sociali degli Stati Uniti, è raccontata nel documentario dal titolo "Food Coop", di Tom Boothe.

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Da New York questo modello si diffonde in tutta Europa. Tra i primi, "La Louve" a Parigi, ideato dal regista del documentario Food Coop, e "Bees Coop" a Bruxelles. Oggi se ne contano oltre 30 in Francia e 4 in Belgio, diversi progetti sono partiti anche in Spagna, in un processo che sembra ormai inarrestabile.
In Italia è di imminente apertura Camilla a Bologna mentre a Parma è in fase di studio un progetto simile, Oltrefood Coop.

Il progetto di una Food Coop anche in Sardegna, nel cagliaritano, intende rispondere a un bisogno crescente di modelli produttivi e distributivi più rispettosi dell'ambiente e delle realtà locali, ma anche di una nuova socialità. 


Il progettoMesaNoa 1
Mesa Noa non sarà solo un emporio in senso stretto ma intende, attraverso una rete di attività collaterali, 

  • promuovere un modello economico e sociale innovativo, basato sul principio di collaborazione e di solidarietà tra le persone, sul rispetto dell’ambiente e sul riconoscimento dell’equo compenso per il lavoro dei produttori;
  • offrire alla città spazi di incontro, eventi e attività culturali e formative, in cui si possano sperimentare nuove forme di socialità, fondate sullo scambio di saperi e sul mutuo aiuto.

Per saperne di più vai ai seguenti link:

https://www.mesanoa.org

http://www.facebook.com/foodcoopcagliari

a.m.

I poveri aumentano

14/02/2008

Siamo abituati a vedere ed a riconoscere la miseria (o almeno ci sembrava così) vedendo i senzatetto che trascinano a fatica dietro di loro quel poco che hanno, vedendo quelle povere baracche ai confini delle grandi città, nei ricoveri pietosi per la notte o nelle periferie più degradate.

Ma ora c’è un’altra povertà, più discreta, silenziosa, nascosta, la povertà di chi ha un lavoro ma non ce la fa più a mantenere la famiglia; del pensionato che vive con una pensione minima che non riesce a far la spesa per tutto il mese. È un tipo di povertà che non si conosceva fino ad ora ma con l’aumento del caro-vita è esplosa.

Ci vivono in tanti così: infatti sarebbero in molti gli Italiani che arrivano a fine mese con serie difficoltà. Particolarmente sono colpiti gli anziani, uomini e donne soli che hanno una misera pensione, che vivono in case in affitto, che hanno le bollette da pagare e spesso sono di salute cagionevole. In molte città sono nate delle associazioni di volontariato che aiutano queste persone, distribuendo generi alimentari di prima necessità. Tra queste persone c’è anche chi ha perso il proprio lavoro e che si arrangia con piccoli lavori che trova saltuariamente, ma che non gli consentono di vivere dignitosamente.

Viviamo in un paese pieno di contraddizioni, aumentano i nuovi poveri, ma allo stesso tempo aumentano le folli somme che gli Italiani buttano in giochi d’azzardo e in altre cose futili. I dati di un noto rapporto annuale svolto nel nostro Paese ci dice, infatti, che si è poveri, ma si è anche grandi spendaccioni. Noi Italiani risultiamo essere al quarto posto nella classifica dei paesi più “cellular- dipendenti”; possediamo infatti più di due telefonini per famiglia, mentre sono assai poche le famiglie che non hanno un disoccupato in casa. A causa di queste contraddizioni, il Paese ha bisogno di cambiare, in modo che ciascuno possa trovare il posto che gli spetta nella società, possa sentirsi riconosciuto e rispettato nella sua dignità di uomo.

  

Vanessa Frau