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La pigrizia come costante universale 3

In realtà ci sarebbe una possibilità, vi ricordate del “rasoio di Ockham” a cui ho accennato all’inizio di questo viaggio? Ci dice che è inutile fare con molto ciò che può essere fatto con assai meno ma spero che tutti voi vi siate domandati perché la pigrizia è non solo la più attraente fra le strategie possibili, ma anche la più efficace. Il problema è che quella di Ockham sembra più una aspirazione, una petizione metafisica, che non una “costante universale”.

In realtà  c’è una soluzione al mio problema e la trovate in un lavoro del 1746 di Maupertuis:

PSM V64 D531 Pierre Louis Moreau de Maupertuis

     “L'azione è proporzionale al prodotto della massa per la velocità e lo spazio. Ecco dunque il principio così saggio, così degno dell'Essere Supremo: appena si verifica un qualche cambiamento nella Natura, la quantità d'azione impiegata per questo cambiamento è sempre la minore possibile”

Quello o che ho appena citato è noto come principio di minima azione e ci dice molto semplicemente che i processi dinamici sono regolati da una semplice legge mvl = minimo

Dovrei sentirmi pienamente soddisfatto e dovrei sentire che la mia propensione alla pigrizia altro non è che la mia tendenza a seguire l’ordine naturale, ma così non è….

Sentite come giustifica il suo principio Maupertuis: “Non si può dubitare che tutte le cose non siano regolate da un Essere supremo, che, mentre ha impresso alla materia delle forze che denotano la sua potenza, l'ha destinata a eseguire degli effetti che contrassegnano la sua saggezza: e l'armonia di questi due attributi è così perfetta, che senza dubbio tutti gli effetti della Natura potrebbero essere dedotti da ciascuno preso separatamente. Una Meccanica cieca e necessaria segue i disegni dell'Intelligenza più illuminata; e se la nostra mente fosse abbastanza vasta, vedrebbe ugualmente le cause degli effetti fisici, sia calcolando le proprietà dei corpi, sia cercando ciò che vi sarebbe di più conveniente per farli eseguire. Il primo di questi mezzi è più alla nostra portata, ma non conduce lontano. Il secondo talvolta ci smarrisce, perché non conosciamo abbastanza lo scopo della Natura e possiamo ingannarci circa la quantità, che dobbiamo considerare come la sua spesa nella produzione dei suoi effetti. Per coniugare ampiezza e certezza nelle nostre ricerche, occorre impiegare l'uno e l'altro di questi mezzi. Calcoliamo i moti dei corpi, ma consultiamo anche i disegni dell'Intelligenza che li fa muovere.»

Qui la massima economia dell’azione fisica viene fondata su un’assunzione che dal punto di vista filosofico non è per niente “economica” = “pigra” e che suona così “se volete risparmiare in complicati calcoli sulle « proprietà dei corpi» dovete allora rassegnarvi a consultare « anche i disegni dell'Intelligenza che li fa muovere.» Detto in altro modo “dovete rassegnarvi a reintrodurre nella scienza il finalismo” e, francamente, questo non mi sembra un grande vantaggio. Del resto, a riprova che non è solo la mia propensione alla pigrizia a rendere ragionevole il tenersi lontani da assunzioni metafisiche come le aristoteliche cause finali, lo consiglia anche il dibattito che si scatena appena esse vengono evocate e che per pigrizia e per non tediarvi troppo vi risparmio.

Ma il problema rimane perché assumere la pigrizia come legge universale funziona, e non sono io a dirlo, basta leggere quanto affermava in proposito un matematico come Vito Volterra nel 1937 «Queste equazioni […] possiamo […] ricondurle a un principio generale unico che è quello che si ritrova in un gran numero di casi, come principio supremo della natura. E' il principio di minimo secondo cui la natura agisce in modo da risparmiare il più possibile. Fermat l'aveva intravisto come base della propagazione della luce, Maupertuis come fondamento della meccanica ed evolvendo, dopo Hamilton, Jacobi e altri scienziati, esso sta penetrando in tutti i campi della filosofia naturale.»

Se la pigrizia funziona forse c’è un modo per salvare pigrizia e repulsione antimetafisica e lo si può trovare in queste parole di Max Born “E' la Scienza ad essere economica[ma noi siamo soliti chiamare economico ciò che comporta il massimo della pigrizia], non la natura”

A me non resta che concludere manzonianamente copiando: “Questa conclusione …. c’è parsa cosa giusta, che abbiam pensato di metterla qui, come il sugo di tutta la storia. La quale, se non v’è dispiaciuta affatto, vogliatene a chi l’ha “scritta”, e anche un pochino a chi l’ha “raccomodata”. Ma se in vece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s’è fatto apposta!”

Daniele De Murtas

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