brotzu school

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Un mondo… a sé, per tutti!

 

Nazionale volley sorde

“La difficoltà più grande per un sordo è che la sua disabilità è invisibile… si trovano sempre di fronte a persone che non comprendono le problematiche che ci sono dietro all’essere sordi, perché spesso questa problematica non si conosce …perché talvolta accade anche che non vogliono che si sappia che sono sordi.”,“Un’altra veste della disabilità invisibile, che è la sordità, è che non tocca solo chi è sordo, ma tocca anche le persone vicine a chi è sordo.”

CampedelliCosì suonano le parole di Alessandra Campedelli, ospite al Liceo “Brotzu”, invitata dal docente di Scienze Motorie prof. Pierpaolo Mereu, allenatrice, Alessandra, della nazionale femminile sorde, insegnante, e madre del giovane Riccardo, diventato sordo pochi mesi dopo la nascita. 
Parole toccanti le sue, espresse con toni fermi ma rassicuranti e con un lessico efficace. Riccardo, come molti altri ragazzi sordi, ha avuto bisogno di tempo prima di accettare totalmente la sua disabilità e chiedere aiuto; infatti solo in prima liceo è riuscito ad affrontare il suo problema con i compagni di classe ed i professori. 

Riccardo, dalla vita paradigmatica e densa, come alcune atlete della squadra, non potendo percepire nessuna frequenza possiede un impianto cocleare. Questo impianto consiste in un piccolo elettrodo inserito dentro la scatola cranica,collegato ad un apparecchio esterno che riesce a catturare i suoni e a processarli, facendo arrivare al cervello gli stessi stimoli che arrivano a noi, però arrivano con un tempo di latenza. Altre ragazze, riuscendo a percepire alcune frequenze, indossano una protesi acustica che si occupa di amplificarle, altre non usano nulla.

allenamentoUna delle difficoltà principali di una squadra composta da persone sorde è la comunicazione, non sempre facile ed efficace. Nonostante la lingua dei segni sia una lingua a tutti gli effetti, che presenta un proprio vocabolario e una precisa sintassi, è difficile individuare il canale giusto per poter comunicare in modo fluido; il tutto è reso più complicato dal fatto che non ci sia una diretta corrispondenza con l’italiano. Parole che si susseguono impetuose quelle Alessandra Campedelli che racconta storie, come quella relativa ad una sua recente esperienza, avvenuta durante un allenamento della nazionale maschile, al quale assisteva una famiglia composta da genitori sordi e bimbo udente. L’allenatrice, attratta dai bambini, viene catturata dal piccolo e lo prende in braccio. Da quel momento il bambino non le stacca gli occhi di dosso, quasi come sorpreso dal fatto che gli stesse parlando…Questo racconto ci fa riflettere sui problemi che affrontano e dovranno affrontare. La crescita con meno sicurezze e senza le rassicurazioni derivanti dalla voce dei propri genitori, visto che solo il padre riesce a parlare, anche se non fluentemente! 

Un racconto teso a modulare concetti dal significato assai incisivo, ricchi di spunti di riflessione, generatori di indagini e dilemmi sul “nostro” mondo, che non è più, dopo le parole di Alessandra Campedelli, “nostro” ma di tutti.  E soprattutto, non solo uno, unico, esclusivo, ma fatto di tanti colori, sapori, facce … suoni … moltitudine di rumori, urla, strepiti convulsi, di tutti però, udenti e non udenti!

 

Le foto che seguono raccontano alcuni momenti dell'incontro formativo che la nazionale  di volley femminile sorde ha avuto con alcune classi del nostro liceo in occasione dei Campionati Europei di Pallavolo che si sono svolti a Cagliari dal 6 al 16 giugno 2019. Alcuni alunni di ogni classe che ha assistito all'allenamento  tecnico della nazionale, sono stati coinvolti direttamente e hanno partecipato attivamente all'allenamento che le atlete hanno svolto in palestra.

 

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Gli alunni della 4^E del Liceo Scientifico Brotzu 

 

Per la cronaca (n.d.r.) 

Solo 10 giorni dopo l'incontro con i nostri studenti... 

La Nazionale Sorde è campione d’Europa!!