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Primo piano

Cittadinanza (2^ parte)

 

Lina Merlin 1Angelina Merlin, chiamata Lina, fu l'insegnante partigiana, madre costituente e parlamentare della nuova repubblica Italiana, che si batté per tutta la vita per l'uguaglianza di genere e protesse le donne senza mai arrendersi, senza mai scendere a patti. Nacque il 15 ottobre 1887 presso Pozzonovo, Padova, in una famiglia numerosa appartenente alla borghesia. Frequentò l'istituto delle suore canossiane a Chioggia, dove trascorse i suoi primi anni di vita, conseguendo il diploma di maestra elementare nel 1907. Si laureò in lingua  e letteratura francese all'università di Grenoble. Qualche anno più tardi ottenne dall'università di letterere di Padova anche l'abilitazione all'insegnamento di tale lingua, ma lei predilesse sempre lavorare nelle scuole elementari. Nel 1919 grazie ai valori trasmessi dalla sua famiglia, che la definiva una pacefondaia, si iscrisse al PSI, partito socialista italiano, collaborando ai fogli socialisti "La difesa delle lavoratrici", di cui assunse poi anche la direzione. Dopo l'avvento del fascismo nel 1926 fu dimessa dall'insegnamento, in quanto si rifiutò di prestare giuramento al regime. Per le sue attività antifasciste venne arrestata e condannataa cinque anni di confino, che scontò in Sardegna. Fu spostate in più paesi dell'isola Nuoro, Dorgali e Orune, perché ovunque andasse, si faceva conoscere fra le genti, raccogliendo intorno a sé molti scontenti della dittatura. Dopo tale periodo si trasferì a Milano e si sposò nel 1932 con Dante Gallani, ex deputato socialista, che morì quattro anni più tardi.lina 2

La Merlin rimase così vedova e prese parte alla guerra di liberazione. L'otto settembre del 1943 entrò a far parte della resistenza. Nel capoluogo lombardo ospitò a casa sua diversi dirigenti socialisti, tra cui Sandro Pertini. Scrisse numerosi articoli sul giornale clandestino "L'avanti" e fondò dei gruppi di difesa delle donne. Con la fine della guerra la partigiana Merlin si presentò alle elezioni col PSI e divenne una delle ventuno donne che fecero parte dell'assemblea costituente. Il suo contributo è ben visibile nell'articolo 3 della costituzione italiana, nell'inciso: Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso. I suoi illustri colleghi criticarono pesantemente tale locuzione, ma l'esponente socialista non demorse ed ebbe la meglio sugli altri costituenti. Lina da questo momento concentrò i propri sforzi sul miglioramento della condizione femminile. Il diciotto aprile del 1948 venne eletta nel Senato della Repubblica, diventando così la prima senatrice donna della nazione. Venne rieletta nel 1953 e nel 1958 entrò a far parte della Camera dei deputati. Nel 1961 esce dal PSI, essendo in contrasto con la direzione ed entra nel gruppo misto. Nonostante i suoi sostenitori l'avessero esortata a presentarsi alle elezioni del 1963, come indipendente, Lina, all'età di settantasette anni si ritirò a vita privata e tornò nella sua casa di Milano. Morì il 10 agosto del 1979 a Padova, due mesi prima del suo novantaduesimo compleanno. Venne cremata e sepolta al cimitero monumentale di Milano. Ebbe un'intensa vita politica ed in particolare portò avanti una battaglia, durata dieci anni, accanto alla prostitute, il cui obiettivo era chiudere le case di tolleranza. Contro di lei si schierarono liberali, monarchici, socialdemocratici e anche alcuni compagni di partito. Lina Merlin riteneva assurdo che lo stato guadagnasse attraverso lo sfruttamento delle donne. Raggiunse il suo scopo attraverso l'omonima legge che venne promulgata nel 1958. Quest'ultimo atto portò allo scioglimento dei rapporti fra Lina e il suo partito.

Angelina Merlin, detta Lina, è tornata a palazzo Madama l'11 maggio 2021 come busto bronzeo. "Fin dall'inizio ho sostenuto l'iniziativa con grande entusiasmo assegnando all'opera scultorea una posizione particolare, accanto all'ingresso dell'aula parlamentare. Perché proprio da quest'Aula Lina Merlin è stata protagonista di tante battaglie politiche ed istituzionali. Battaglie che hanno cambiato profondamente il ruolo delle donne nella società". Così ha commentato la presidente del Senato Elisabetta Casellati.lina 3

Lina é e sarà sempre parte integrante della nostra storia e il suo nome sarà simbolo delle lotte che si combattono tuttora

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