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La figura femminile nell'antichità e nell'epoca moderna

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La figura femminile è stata sin dall’antichità più di un gradino in basso rispetto a quella maschile, seppure da anni si combatta per la parità di diritti.

La società romana era da sempre fondata sull’autorità del pater-familias, perciò, inevitabilmente, la figura femminile si è trovata in una posizione di minoranza e di impotenza, a causa dell’inesistente concetto di pari diritti. Già dalla giovane età alle ragazze veniva insegnato il comportamento “adatto” per poter essere date in sposa a uomini scelti dalla famiglia.

Naturalmente la vita delle donne era vissuta principalmente dentro le mura domestiche, se non per necessità di fare acquisti o per partecipare eccezzionalmente a banchetti, anche se era loro impedito bere vino. Ovviamente tutto questo accadeva solo per le donne aristocratiche. Dal II secolo a.C.le donne iniziarono ad avere più indipendenza, poichè il matriomonio richiedeva il consenso di entrambi i coniugi. Inoltre, dall'età augustea, alle matronae con almeno tre figli fu data la possibilità di essere totalmente indipendenti dopo la morte del padre.Avvenne quindi una prima sorta di emancipazione femminile, con aumento di indipendenza economica e di livello culturale, pur non avendo comunque il diritto di voto.

 

In epoca moderna, le donne donneImmagine 2 hanno iniziato a lottare per l'acquisizione dei loro diritti durante la Rivoluzione francese, creando propri club politici e partecipando a delle assemblee. I loro ideali vennero però stroncati da Napoleone, che negò le rivendicazioni e impose loro un ruolo subalterno rispetto a quello dell’uomo. É a partire dalla metà del XIX secolo che il diritto di voto si diffuse in tutta l’Europa, e si crearono dei gruppi di donne chiamate suffragette. Dopo diverse rivolte, scioperi e incarcerazioni, in Inghilterra le donne ricevettero il diritto di voto nel 1918 alle elezioni politiche. Due anni dopo avvenne lo stesso negli Stati Uniti. In Italia invece, il diritto di voto venne concesso solo nel 1946.

Purtroppo però, ancora oggi soprattutto in Africa e nei paesi Orientali, la condizione femminile non è migliorata, infatti gran parte delle donne in quelle regioni viene discriminato, maltrattato e violentato sessualmente. Il Paese con la condizione femminile più tragica è l’Afghanistan, con oltre il 70% delle donne costrette a sposarsi prematuramente, e l’87% non ha possibilità di ricevere un’istruzione.

É stato calcolato che nel sub-sahara una donna viva ben 24 anni meno delle donne europee, e abbia in media 5 figli. Pur vivendo di più e avendo maggior indipendenza economica, le donne occidentali ricevono uno stipendio medio inferioire a quello degli uomini.

Nell’Agenda ONU 2030 è stato inserito l’obiettivo che riguarda l’uguaglianza di genere. Innanzitutto si mira all’eliminazione di forme di viiolenza come il traffico di donne o i matrimoni combinati. Poi si punta alla piena partecipazione alla vita politica e pubblica. Tutto questo però è basato su un obiettivo più importante, che riguarda l’aumento di possibilità di istruzione, poiché a causa di un’educazione scolastica scarsa e dunque di mancanza di competenze, si avrà sicuramente una minore opportunità di lavoro. L’istruzione deve però essere trasferita anche nei paesi più poveri, così da diminuire il divario di differenza tra uomo e donna e impedire quanto più possibile il fenomeno delle spose-bambine.

Veritas Propria: Frida Kahlo
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Una delle figure più conosciute per la lotta ai pari diritti è l’artista Frida Kahlo. Più specificatamente è un simbolo di libertà e indipendenza,dato che usò la sua arte come rivolta contro i canoni di bellezza della donna imposti dalla società. Caratterizzata da sopracciglia folte e baffi, la pittrice messicana nasce nel 1907, ma le piaceva dire di esserenata solo 3 anni dopo, così da risultare una figlia della rivoluzione messicana e del Messico moderno.

Fin da bambina dimostra di avere un carattere forte, unito ad un talento e a delle capacità fuori dalla norma. Purtroppo la sua forza di carattere compensa un fisico debole: è infatti affetta da spina bifida, che i genitori e le persone intorno a lei scambiano per poliomielite, non riuscendola così a curare nel modo adeguato. Nel 1925, mentre torna da scuola in autobus, viene coinvolta in un terribile incidente che le causa la frattura multipla della spina dorsale, di parecchie vertebre e del bacino. Rischia di morire e si salva solo sottoponendosi a 32 interventi chirurgici che la costringono a letto per mesi. 

É proprio nel peridodo di riabilitazione a letto che le vengono regalati colori e pennelli, ed è lì che dipinge il suo primo autoritratto. Il rapporto ossessivo con il suo corpo martoriato caratterizza uno degli aspetti fondamentali della sua arte: crea visioni del corpo femminile non più distorto da uno sguardo maschile.

La visione di Frida era ben lontana da quella surrealista: la sua immaginazione, infatti, non era un modo per uscire dalla logica ed immergersi nel subconscio, ma piuttosto il tentativo di rendere accessibile la sua vita trascorsa attraverso il simbolismo. La sua idea di surrealismo era giocosa, diceva che esso “è la magica sorpresa di trovare un leone nell’armadio, dove eri sicuro di trovare le camicie“. Anni dopo Frida negherà violentemente di aver preso parte al movimento, probabilmente perchè cessò di essere di moda.

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Piero Pasquato 2B