brotzu school

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Bordertown: riflessioni sul film

18/03/2008

 

Il film Bordertown narra una storia molto sconvolgente che si svolge a Ciudad Juarez, una città-fabbrica al confine tra Stati Uniti e Messico: sono al centro della narrazione una serie di stupri e omicidi di giovani donne, che lavorano nelle “maquilladoras”. La protagonista del film (una bella e brava Jennifer Lopez) è una giornalista, di nome Lauren, inviata a svolgere un servizio giornalistico su questi deplorevoli fatti; un altro personaggio è Diaz (interpretato dall’affascinante Antonio Banderas), un vecchio amico di Lauren, che dirige il giornale El Sol. I due giornalisti, con le loro indagini, aiutano una ragazza di nome Eva, unica sopravvissuta alle violenze dei suoi aguzzini. Uno dei due malviventi è un autista di pullman, ed è colui che adesca le vittime; con un pretesto riesce a portare, ogni sera, una ragazza, rimasta sola sul pullman, in un luogo deserto concordato con il complice. Lì avviene la violenza e l’omicidio, poi il cadavere viene sotterrato lì accanto, in luoghi disabitati, cantieri squallidi, cave di sabbia. L’occhio della telecamera si posa sfuggente su questi paesaggi solitari e muti che dialogano con la morte, e un cielo, sempre terso e azzurrino, anch’esso muto complice di queste turpi azioni. Tutto per loro fila liscio, finchè Eva, dopo aver subito inaudita violenza, viene sepolta viva ma riesce a scappare; però, sapendo che non può andare dalla polizia poiché questa è corrotta, decide di rivolgersi al giornale di Diaz, che già in precedenza si era occupato di casi scottanti. Con l’aiuto dei due, dopo mille peripezie, Eva riuscirà a scovare i suoi aggressori; uno verrà arrestato, mentre l’altro rimarrà ucciso nell’incendio di una baracca mentre tenta di aggredire Lauren. Questo film ci ha colpito moltissimo in quanto narra una storia vera dipinta con tinte molto realistiche e fosche; si rimane impressionati dalla crudeltà e dal fatto che ciò è accaduto davvero. Il numero delle vittime è sconvolgente: 400 donne e più (sono state trovate anche fosse piene di cadaveri) risultano seviziate e uccise e nessuno ha mai alzato un dito per porre fine a tutto ciò. In maniera iperbolica, il film parla addirittura di 5000 vittime. Questo perché l’uccisione di giovani donne non è cessata con l’arresto dell’uomo. Il che fa pensare che ci siano altri “animali” che agiscono indisturbati. Dal punto di vista scenografico il film è un po’ scontato e banale. Indugia su scene violente, ad effetto, che però stanno bene nel contesto della storia. E’ un ottimo film di denuncia e racconta fedelmente ciò che è successo. Anche se non è stato accolto con favore dal pubblico (“E’ troppo sgradevole”), smuove comunque le coscienze e ci fa meditare su questi fatti orribili e sull’arresto di “tutti” i responsabili. Comunque ha colpito nel segno perché ha fatto conoscere a noi ragazzi una pagina di cronaca nera che ignoravamo e perché ci ha insegnato che a volte i “cattivi” restano impuniti anche quando si macchiano di colpe nefande. Non è da trascurare, in ultimo, la riflessione sulla libertà di stampa e di parola. Il film, infatti, vuole denunciare anche una certa repressione del diritto a scrivere e manifestare le proprie idee, soprattutto se queste sono chiaro, lampante, scomodo veicolo di denuncia aperta nei confronti di potenti e spregiudicati detentori del potere economico e politico, delle multinazionali insomma, che si ostinano ancora oggi a praticare volgari e violente pratiche di sottomissione, sfruttamento e manipolazione dei più deboli, come la più aggiornata geopolitica ci insegna.

I D Liceo Scientifico