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The Breakfast Club

17/10/2008

Chicago, USA, 1984: cinque ragazzi del liceo per scontare una punizione si ritrovano un sabato a scuola, dovendoci passare tutta la mattina e il pomeriggio; si considerano e vengono visti da tutti come “un cervello, un atleta, un handicappata, una principessa e un criminale”. Il preside li confina nella biblioteca della scuola, li fa sedere, gli proibisce di muoversi e di parlare e gli assegna un bel tema (che dovranno svolgere entro le 17:00) dal titolo “Chi sono io?”.

In un primo momento, i ragazzi si attaccano e punzecchiano l’un l’altro dando credito a quei pregiudizi che esistono ancora oggi tra gli adolescenti: la ragazza ricca e carina lega con il giocatore di football e schifa il delinquente, il “secchione” cerca di inserirsi nei discorsi ma viene sempre respinto, mentre la ragazza “strana”, silenziosa e solitaria, non viene neanche degnata di uno sguardo, se non quando fa una delle sue stranezze (citandone una: per fare l’effetto neve su un disegno, invece di usare matita e colori si scuote i capelli sopra il foglio facendo cadere la forfora).

Ma inconsciamente questi cinque prototipi delle categorie di ragazzi che sono sempre esistite svolgeranno il tema senza doverlo scrivere, scoprendo insieme chi sono veramente e cosa sarà per loro il futuro, capendo che l’atleta, malgrado i suoi successi sportivi e il ruolo di leader nella sua squadra, ha da invidiare agli altri la capacità di prendere decisioni da solo, senza dover costantemente seguire gli ordini di un padre e di un allenatore; e che la ragazza-principessa non è più felice degli altri, perché sa che le sue giornate di shopping e gli orecchini di diamanti non sono altro che un modo che i genitori (avendo intenzione di divorziare) usano per “comprarla” e averla dalla propria parte. Ognuno quindi ha i propri problemi, e loro ne parleranno insieme, ponendosi tante domande, scherzando e facendo pazzie, torturando il povero preside (che, alla fine, si rivelerà una persona orribile, cento volte peggio del “criminale” che biasima tanto).

Ma dopo un pomeriggio intero trascorso insieme, sarà il “cervello” a porre a voce alta la domanda a cui tutti stavano pensando: “Cosa succederà lunedì, quando saremo di nuovo mischiati con gli altri?”… saranno ancora amici? O come sempre incrociandosi nel corridoio faranno finta di niente, per non deludere i propri amici e perdere la popolarità? Lascio scoprire a voi quali saranno le diverse risposte, perché nessuna sarà uguale all’altra…

“The Breakfast Club” – la cui colonna sonora oltretutto è la bellissima “Don’t you (forget about me)" dei Simple Minds -, mancando assolutamente di banalità, è divertente e ironico, ma fa anche riflettere perché tocca i problemi di noi ragazzi e porta a galla molte cose che ognuno di noi cerca di nascondere… perché i liceali sono sempre gli stessi, oggi come ventiquattro anni fa.

Franci V C ;>