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LA SARDEGNA CHE SI RACCONTA

08/05/2006


Insegna, si dedica alla ceramica e scrive. E’ Salvatore Niffoi il cui valore artistico è stato recentemente riconosciuto con il romanzo "La leggenda di Redenta Tiria" pubblicato da Adelphi. E’ stato detto che se Fabrizio de Andrè avesse avuto la possibilità di leggere quest’ ultimo lavoro  avrebbe sicuramente intravisto temi e motivi di quell’ antologia di Spoon River a lui tanto cara. Eppure lo scrittore, nato a Orani nel 1950 ,in provincia di Nuoro, già dagli anni 90  con la   casa editrice Il Maestrale ci ha lasciato, tra gli altri, "Il viaggio degli inganni", "Il postino di Piracherfa" ,"Cristolu" solo ora  accompagnati dalla meritata notorietà. 
Il fascino della sua scrittura è forte;  forse è da ricercare nell’intarsio di termini e toni italiani e dialettali che echeggiano gli squarci aspri e duri dei paesaggi interni della Sardegna; oppure nella potente fisionomia dei suoi personaggi, ora rassegnati e riflessivi, ora sognatori e battaglieri, ora radicati nella realtà o scissi tra  il desiderio di restare e quello di cambiare, o ancora nella perfetta sintonia tra ideali e valori della comunità rappresentata e spazi aperti e brulli, compagni silenziosi e  immobili. 
Ma è la solitudine a evocare gli echi e le suggestioni più originali. E’ quella che fa dire a Nineddu ne "Il viaggio degli inganni" :"In quell’istante e per la prima volta si lacerò la membrana sottile dei miei sogni, e si inquinò del verde amaro dell’esistenza", oppure porta Melampu de "Il postino di Piracherfa" a scrivere fingendosi un altro, o ancora  Barore , noto Cristolu, un po’ frate e un po’ bandito, a dire di sé :"occhi verdi e sempre tristi da quando il destino mi ha dato un calcio nel basso ventre e il Signore non è riuscito a trattenere la mia collera". 
Ho letto che recentemente è uscito il suo nuovo libro, "La vedova scalza", che leggerò quanto prima. Mintonia è la sua nuova figura femminile al centro di vicende realmente accadute durante gli anni bui del periodo fascista in Sardegna.

 

Patrizia Careddu