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I Presìdi del libro

12/06/2006

In Italia, nonostante sia migliorato il livello scolastico, l’amore per i libri non è progredito. Attualmente produrre libri costa molto meno, per cui si pubblicano i libri, cercando più la quantità che la qualità ed è ormai raro che si possa chiedere un’opinione al libraio, perché è più disorientato dei suoi clienti. Il mondo affollato dei libri è una risorsa e un problema, però, solo per meno della metà della popolazione italiana. Ciò vuol dire che non si è trovato un modo efficace per allargare l’interesse alla lettura. In Italia manca una politica che faccia nascere l’interesse per il libro nei piccolissimi e poi lo alimenti costantemente, manca una strategia che sostenga la crescita culturale dei cittadini e, in particolare, mancano i luoghi della lettura. Spagna, Francia, Paesi Nordici, Germania hanno capito che l’investimento in cultura è l’unico che permetterà di ottenere un vantaggio competitivo nelle relazioni tra economie sempre più indipendenti, hanno continuato a costruire biblioteche, sempre più grandi, più ricche, più attraenti. In Italia è solo da pochi anni che bibliotecari competenti ed entusiasti ed amministratori lungimiranti hanno concepito biblioteche moderne, che attirano centinaia di miglia di bambini e adulti prima estranei all’esperienza della lettura: succede in vari paesi e città soprattutto nel centro-nord d’Italia. Un’iniziativa importantissima per la diffusione della lettura sono i “Presìdi del libro”, che nascono nel 2001 come idea di promozione del libro “dal basso” discussa tra diversi editori al Salone del libro di Torino e poi in vari incontri a Milano, Roma. I Presìdi del libro sono gruppi di lettura: persone che parlano tra loro dei libri che hanno letto, sono il contagio del passaparola, occasioni di scambio di idee, approfondito, divertente, appassionato, civile, tra persone anche molto diverse tra loro, sono avamposti della lettura in un paese in cui si legge poco, luoghi in cui il non-lettore incontra il lettore sui temi che lo interessano più da vicino.

Laura Pillosu