brotzu school

spazio riservato al libero scambio di idee, pensieri e parole

Prima giornata di formazione locale

14/03/2008

Il 12 marzo scorso è stato organizzato dall’Osservatorio Permanente Giovani Editori un incontro di formazione locale. E’ stata l’occasione per incontrare i docenti che attuano il progetto "Giornale in classe", a cui hanno aderito, secondo le cifre riferite in questa occasione, il 64% degli istituti superiori della Sardegna.
Il presidente dell’associazione, Andrea Ceccherini, ha colto l’occasione per ringraziare ancora una volta l’Unione Sarda che , primo quotidiano locale, ha aderito al progetto nel 2002. Nel suo intervento, egli ha evidenziato l’importanza di leggere il quotidiano, che, meglio dei libri di storia, ci mette a confronto tutti i giorni con la nostra realtà.
Sono molti i motivi per leggere il quotidiano. Forse il più importante è questo: leggere per creare comunicazione e scambi di idee. In questo modo i ragazzi si abituano a riflettere e a sviluppare il senso critico. È questa la “missione” che si prefigge l’Osservatorio anche con questo progetto.
Molto interessante, nella seconda parte dell’incontro, l’intervento del prof. Aligi Cioni dell’Università degli Studi di Firenze, incentrato sulla comunicazione politica.
Prof. Cioni, che è stato, tra i numerosi incarichi di cui è stato investito, direttore dell’Ansa, ha sottolineato come la nostra società è la società della comunicazione politica. Si assiste sempre più ad un cambiamento di ruolo del giornalismo politico.
Nei decenni passati alla politica veniva dedicato poco spazio, per esempio, quello dell’articolo di fondo. Ora non è più così: alla politica viene dedicato l’editoriale, numerosi articoli in prima pagina, e tanti altri spazi, come anche quelli destinati ai lettori.
Prima il giornalista politico era un “cane da guardia”, una spia del malcontento e dei pensieri del popolo. Ora i giornalisti della politica sono attori essi stessi della politica: influenzano scelte e pensieri dell’opinione pubblica. Il giornalismo politico non è più obiettivo: è semplice spettacolarizzazione. È necessario ridefinire il ruolo del giornalismo politico, sempre più influenzato dalla televisione. Chi dà la notizia conduce la strategia comunicativa. Il potere del giornalista è, sostiene Cioni, il potere d’agenda: è il giornalista che decide di cosa si deve discutere. Purtroppo è la logica di produzione che la fa da padrona e che porta a una gerarchizzazione delle notizie, per cui in quasi tutte le testate si trovano le medesime notizie: sarebbe auspicabile, secondo Cioni, praticare una distanza dal potere, in modo che il giornalista politico riacquisti la sua obiettività.
Tra le riflessioni più interessanti del prof. Cioni, quella riguardante la cultura del giornalista, sempre più spesso assente. Qualche giornalista non ha più il tempo di approfondire, poiché il rapporto tempo- lavoro non è sufficiente. È a tal proposito fondamentale che il giornalista abbia una buona se non ottima cultura di fondo, che gli permetta di avere gli strumenti necessari per operare le scelte più adeguate e obiettive.
 
Silvia Perezzani