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La solitudine dei numeri primi

03/11/2009

La solitudine dei numeri primi è il primo romanzo dello scrittore italiano Paolo Giordano. E’ un romanzo di formazione che narra le vite parallele di Alice e Mattia, a partire dai traumi che i protagonisti si portano dentro dall’infanzia. Alice ha il suo primo trauma a sette anni alla scuola di sci, alla quale è costretta ad andare dal padre; la bambina si allontana dal gruppo per andare a fare pipì, si perde e, nel tentativo di tornare a valle, si rompe una gamba; Alice rimarrà zoppa per sempre.

Mattia invece è un ragazzo molto intelligente con una sorella gemella mentalmente disabile. Mattia viene evitato dai suoi coetanei a causa di Michela; un giorno viene invitato alla festa di compleanno di un suo compagno di classe, a cui deve andare con la sorella. Mattia però lascia la sorella in un parco lì vicino, dicendole di non muoversi assolutamente. Quando torna Michela non c’è più. Da quel momento Mattia si chiude in se stesso e presenta tendenze all’autolesionismo.

Alice, adolescente anoressica in cerca di relazioni con i suoi coetanei, riesce ad entrare nelle amicizie della sua popolare compagna Viola; Alice e Mattia si conoscono da adolescenti proprio grazie a lei. Diventeranno migliori amici e cresceranno insieme. Mattia troverà la sua passione nella matematica, Alice nelle fotografia. In seguito alla morte della madre Alice, si sposa con Fabio, il medico che aveva in cura la madre. Mattia invece rimarrà solo anche in Scandinavia, dove va a lavorare.

Il matrimonio di Fabio e Alice col tempo va a monte perchè Alice, ormai sterile a causa dell’anoressia, non può dare al marito il figlio che tanto desidera. Mattia, invece, conoscerà Nadia con cui avrà soltanto una relazione di una notte. Questo torna in Italia e Alice capisce di essere innamorata di lui, ma nonostante tutto lui tornerà in Scandinavia senza riuscire ad abbattere la propria solitudine.      

Alla storia principale dell’amore di Alice e Mattia si intrecciano le storie dei ricordi negativi dei personaggi secondari. Il titolo è dato dal paragone che Mattia fa tra Alice e se stesso e i numeri primi gemelli, numeri primi quasi vicini distanziati da una sola cifra. I protagonisti , come i numeri primi, non saranno mai davvero vicini, ma ci sarà sempre qualcosa che si interporrà fra loro. La storia del libro fa sperare fino alla fine un bagliore di felicità per i protagonisti e per la loro triste vita segnata da i traumi infantili e il disprezzo dei coetanei o il desiderio dell’essere voluti come si è dai propri genitori. Vale decisamente la pena trovare un pò di tempo e leggere questo romanzo.

Lorenza Camba