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L’appuntamento

19/05/2010

L’appuntamento è uno dei racconti più celebri di Edgar Allan Poe. Scritto nel 1834, evidenzia tutti i tratti caratterizzanti il racconto “nero”. Il narratore, anche personaggio della storia, racconta le strane vicende accadutegli a partire da una strana notte veneziana.

Era sulla sua gondola, mentre attraversava i canali della città, quando avvertì le urla di una donna: il proprio figlio era caduto nel canale “rinchiuso placidamente sulla propria vittima”. Numerosi furono i tentativi di salvataggio, ma tutti vani. Risolutore fu solo l’intervento di uno straniero che, dopo aver salvato il “tesoro”, lo ripose tra le braccia della madre, la marchesa Afrodite, “la più bella delle belle”, moglie dell’anziano Mentoni che nulla fece per salvare il suo unico erede. Lo straniero, toltosi il mantello ormai fradicio, si rivelò in tutta la sua bellezza e, senza pronunciare parola, cercò con lo sguardo una gondola: il narratore perciò lo accompagnò alla sua dimora e al momento del commiato ricevette la raccomandazione di “recarsi da lui assai per tempo il mattino successivo“. Così fece e, trovatosi nella sua abitazione, provò una meraviglia straordinaria alla vista di una stanza, eccellentemente ornata. Vedendo l’ospite ammaliato e disorientato, lo straniero scoppiò in una risata, poi lo accompagnò in giro per la stanza, vantandone ricchezze artistiche ed unicità. Mentre colloquiavano, l’ospite osservava un’“eccitazione“ inquieta nello straniero ed in un momento di tale trepidazione, approfittò per leggere una pagina de “L’Orfeo”, sottolineata a matita, “tutta macchiata di lagrime fresche“; sul foglio opposto vi erano dei versi in lingua inglese, non di certo scritti dallo straniero, che andava via via rivelandosi un uomo noto. Tutto ciò stupì l’ospite che aveva intuito le origini inglesi dell’amico, seppur da lui negate; in ultimo gli fu mostrato un dipinto: “un’immagine a grandezza naturale della marchesa Afrodite”, ritratta nel medesimo aspetto notato la notte precedente. Dopo aver brindato assieme e aver fatto alcune considerazioni, lo straniero si distese su un divano. Poco dopo, un paggio della casata dei Mentoni irruppe nella stanza, annunciando la morte per avvelenamento di Afrodite: l’ospite provò a svegliare l’amico dormiente, ma questo era già morto. Si rivelò così il significato delle parole pronunziate la notte prima dalla marchesa all’uomo dopo il suo gesto eroico: “Un’ora dopo il levar del sole noi ci incontreremo: così sia”. Il racconto si regge sulla misteriosa identità del protagonista, dalla personalità stravagante. Notevole importanza assume la fastosità della stanza, colma di ricchezze artistiche, come l’Olimpo degli dei. Sia il protagonista che la sua stanza vengono infatti ampiamente descritte dal narratore: egli si rivela profondamente colpito da entrambi. Poe sceglie il narratore non nel protagonista della vicenda, ma in un personaggio testimone, che racconta la storia che non coincide con il tempo del racconto, in forma di flash back. Numerosi sono gli elementi che permettono di definire “nero” il racconto: l’ambientazione notturna, “insolitamente buia”, tenebrosa , terribilmente silenziosa . La notte è una peculiarità del romanzo “nero”: è antitetica alla luce e alla razionalità della precedente età illuministica, simboleggia la parte oscura della psiche umana, nella quale si agitano impulsi inquietanti. La notte è immagine del vago, del misterioso, ma anche di ciò che è triste e tragico, come la morte. Proprio la morte sembra giungere nella notte veneziana descritta dal narratore, ma il suo arrivo è scongiurato dal protagonista che ne fa però argomento di due intense considerazioni. Prima pensa a quanto possa essere glorioso l’arrivo della morte nel momento in cui si ride; poi descrive l’aldilà come “mondo di sogni irreali”. Significativa, inoltre, è una considerazione sull’umanità: “Le convenzioni di luogo, e soprattutto di tempo, sono gli spauracchi che terrorizzano l’umanità e la distolgono dalla contemplazione del magnifico”. La terminologia testimonia la piena appartenenza del racconto al suo genere; lo scrittore crea un’atmosfera misteriosa e terribile, ricorrendo anche alle indicazioni cromatiche che rendono il racconto una pietra miliare del genere “nero” .

Alessandro Carta VD