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L’ultimo Catone

13/03/2008

 Titolo: L’ultimo Catone

 Autore: Matilde Asensi

 

Ottavia Salina, è la narratrice e protagonista del romanzo. E’ una suora che lavora all’archivio Segreto Vaticano come paleografa, un sogno per lei aggirarsi fra documenti antichi e irraggiungibili. Ma qualcosa sta per turbare la sua pace. Tutto ha inizio quando viene trovato il corpo di un etiope, vittima di un incidente aereo. Cio è apparentemente normale, quest’uomo porta però sul corpo dei segni particolarissimi raffiguranti sette croci e sette lettere dell’alfabeto greco che vanno a formare la parola stauros, ossia croce. Che importanza hanno questi simboli? Perché sono sul corpo di questo giovane uomo? La suora siciliana è l’unica persona che può risolvere l’enigma, da lei sembrano dipendere le sorti di tutta le chiese cristiane, poiché accanto a quel corpo sono stati trovati tre pezzetti di legno, identificati come schegge della Vera Croce. La dottoressa è una donna curiosa e desidererebbe sapere più di quanto la chiesa vorrebbe che lei s’intromettesse nella faccenda: questa sarà una delle principali motivazioni per cui farà parte del team per la risoluzione del caso. Affiancata nel suo lavoro da una guardia svizzera, il capitano Kaspar Glauser-Roist e, successivamente dal professore Farag Boswell, inizia ad indagare su una setta millenaria: gli Staurophilakes, capeggiati da una misteriosa figura chiamata Catone, i guardiani del Ligna Crucis rinvenuto dalla regina Elena, madre di Costantino il Grande, imperatore di Costantinopoli intorno al IV secolo. In seguito a vari studi comprendono che la chiave della risoluzione sta nel capolavoro italiano di Dante; usando come guida il Purgatorio potrebbero riuscire a scovare la confraternita e consegnarla alla polizia. Dante, in qualità di Staurophilakes, avrebbe infatti lasciato a coloro che sarebbero stati capaci di andare oltre ciò che si “vede”, le istruzioni per purificare l’anima e avere cosi accesso alla setta. I tre svolgeranno dunque questo cammino di purificazione dei sette peccati capitali e per far ciò affronteranno una prova nelle città identificate ognuna con un determinato peccato; andranno a Roma per l’espiazione della superbia, a Ravenna per l’avarizia, a Gerusalemme per la lussuria, ad Atene per l’ira, a Costantinopoli, caratterizzata dalla gola, ad Alessandria per l’invidia e infine ad Antiochia per l’accidia. Man mano che avanzano le difficoltà aumentano, ma attratti da quell’affascinante percorso, dalle enigmatiche prove,vanno sempre avanti nonostante l’iniziale incredulità per questo mondo e per il messaggio nascosto nella Commedia. Finale scontato, ma forse neanche poi tanto, per un libro che ti coinvolge dalla prima all’ultima pagina. Un thriller davvero completo, un mix di religione, sette, prove iniziatiche, problematiche ecclesiastiche e scismi, ricco di archeologia e storia. Ma è soprattutto un intrigante approccio alla lettura di Dante. L’autrice,sebbene spagnola, ha dimostrato di essere un’ esperta conoscitrice dell’opera e riesce nel compito, spesso arduo, di farla amare . Sembra inoltre che negli ultimi tempi ci sia stata una massiccia riscoperta del fiorentino dalle affollate conferenze del Prof Selmonti, dantista per antonomasia, a Benigni. Un altro romanzo intrinseco della commedia è anche “Il circolo Dante”, un’interpretazione dei contrappassi ambientata nell’ottocentesca Boston. Particolarissimo è “Matta bestialità”, in cui l’autore inserisce un canto dell’inferno con correlate note medievali.