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Il Traduttore di Raimondo Pinna

04/04/2008

 

E’ appena uscito in libreria il primo romanzo di Raimondo Pinna, " Il Traduttore ",  Wazu Tempora

E’ un romanzo assai particolare e avvincente; non è certo una lettura semplice, anzi è sicuramente impegnativa, ma proprio in questo sta il suo fascino; il lettore viene trascinato dalla trama, dal linguaggio, da un continuo riflettere.

Il protagonista, di cui non si dice mai il nome, riceve l’incarico di tradurre un manoscritto crittografato, la storia un certo Gherardo Ravot, recluso  non si sa bene dove. La quotidianità del traduttore procede giorno dopo giorno, tra tanti problemi;  non si può dire che la vita gli sorrida; è un buono in continua lotta con tutti coloro che sono più forti e più cattivi di lui; e forse soccomberà, o forse è già crollato? Fondamentale il rapporto con il suo parallelo Gherardo, lucido nella sua apparente follia. Ma a un certo punto succede qualcosa:  e le vicende dei due personaggi presentano sempre più analogie,  fino all’ultimo capitolo,  epilogo/prologo, nel quale, dopo il precedente crescendo di angoscia,  molto pacatamente si percepisce che la fine della storia forse non è nient’altro che il prologo di una vicenda del tutto simile  a quella appena narrata (o forse la stessa?)                                             

La vicenda è ambientata a Cagliari che fa capolino discreto tra le pagine con i suoi quartieri e suoi abitanti.  La città ammicca al lettore anche dalla foto di copertina,  l’immagine di una nota villa che si vede, non si vede. Particolare attenzione è prestata ai personaggi minori; tutti presentano adeguato spessore e non passano inosservati; così come i personaggi dei piccoli cammei di storie nella storia che il traduttore o altri personaggi raccontano. Originale il riferimento alla preghiera, in particolare la citazione delle invocazioni del nono ed ultimo venerdì del mese.

Sono presenti spesso e sono molto incisivi i riferimenti all’attualità internazionale; fra gli altri mi piace ricordare la citazione di Rachel Corrie, la pacifista americana uccisa dai panzer israeliani, mentre si opponeva assolutamente disarmata alla distruzione delle case dei palestinesi;  e particolarmente significativa trovo a questo proposito, la frase "...oggi se ne parla poco, domani non se parlerà più, dopodomani cambierà anche la versione dei fatti e si dirà che Rachel Corrie era un’amica dei terroristi..." (non dimentichiamo!)

Per quanto riguarda lo stile è elegante,  con attenta ricerca linguistica;  non mancano nei dialoghi citazioni in sardo, laddove utili a rendere l’immediatezza di alcune espressioni tipiche cagliaritane.

La grafica differenziata rende immediatamente visibili al lettore le due storie; la realizzazione editoriale è semplice, ma accurata; il prezzo contenuto.

Insomma nel panorama di nuovi autori è piacevole trovare, come in questo caso, novità editoriali originali.

m.p.

(1)  Raimondo Pinna, architetto, nato a Cagliari nel 1965, si laurea nel 1990 in Architettura, indirizzo urbanistico, presso il Politecnico di Milano. Tra le sue pubblicazioni, ricordiamo l’Atlante dei Feudi in Sardegna. Il periodo spagnolo 1479-1700, Condaghes, Cagliari, 1999. "Il traduttore" è il suo primo romanzo.