brotzu school

spazio riservato al libero scambio di idee, pensieri e parole

"Scrittori si diventa..."

21/04/2007

Cari lettori, finalmente pubblichiamo alcuni capitoli dei racconti scritti a più mani dai nostri alunni. Abbiamo ricevuto diversi contributi e di questo vi ringraziamo. Molto solerti sono stati i ragazzi della IV B del classico (forse perchè hanno avuto delle frequenti sollecitazioni dalla loro insegnante? Mah!), che si sono divertiti e messi in gioco scrivendo e provando a proseguire i nostri incipit. I risultati ve li mettiamo a disposizione, sperando che anche altri si aggiungano, spedendo i loro scritti all’indirizzo di posta messo a disposizione per questo progetto, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Aspettiamo i vostri contributi numerosi.
I nostri racconti sono ancora senza titolo, perciò, in attesa che questo venga proposto, li identifichiamo con il delle due autrici dei primi capitoli, Chiara e Veronica.
Buon lavoro.   
 
 
 
 
CHIARA
 
CAP 2
 
Lui continuava a pensare e ripensare a ciò che era successo e che quello che aveva commesso era stato l’errore più stupido della sua vita.
Per un momento pensò che l’indomani si sarebbe scusato con lei, ma sapeva per certo che lei non l’avrebbe più voluto ascoltare e non l’avrebbe capito. Però lui l’amava e sicuramente non si sarebbe arreso facilmente.
Allora avrebbe insistito e le avrebbe spiegato che si era pentito di ciò che aveva fatto, di aver tradito la sua fiducia.
Aveva intenzione di mandarle un sms, ma abbandonò subito quell’idea. Con un messaggio non sarebbe stato abbastanza convincente e poi aveva molto da dirle.
I pensieri che gli vagavano per la testa erano sempre gli stessi e allora decise di alzarsi dal letto, prese il lettore MP3 che era la cosa più preziosa che avesse.
La musica nei momenti più difficili lo aiutava a riflettere e a fare la cosa giusta. Si ridistese sul letto con gli auricolari nelle orecchie e mise la canzone più triste che potesse ascoltare. Il testo di quella canzone sembrava essere fatto apposta per dare la risposta al suo problema. E poi era la canzone che aveva ascoltato pochi giorni prima assieme a lei. Allora ricordò i più bei momenti trascorsi insieme a lei. E pianse.
 
Lei guardava ancora la luna, seduta nel suo letto, credendo di trovare in essa delle risposte alle domande che la affliggevano da quella mattina, quando la persona a cui voleva più bene al mondo l’aveva tradita.
Non si era sentita mai così triste e sola. Allora mandò un sms alla sua migliore amica per chiederle di aiutarla, ma lei non rispose, perché erano le quattro e dormiva, naturalmente.
Poi decise di smettere di pensare a lui perché non sapeva più che fare, quindi si addormentò. Sperava che tutto si risolvesse al più presto.

CAP 3

Michela e Matteo frequentavano la stessa scuola, i loro sguardi si erano incrociati per la prima volta nel cortile della scuola durante la ricreazione.
Matteo era un bel ragazzo, alto, un fisico prestante e atletico, aveva una folta capigliatura scura con qualche ricciolo che, se era spettinato, gli cadeva sulla fronte facendo risaltare dei grandi occhi chiari che ricordano il mare della nostra isola e del nostro cielo. Si vestiva in maniera non ricercata, né elegante, né trasandato.
Matteo aveva un carattere generoso e non mancava di esuberanza e intraprendenza. Spavaldo e sicuro, non era sempre sincero; forse non meritava Michela, che era la contrario timida e insicura.
Anche Michela era una ragazza graziosa: portava i capelli lunghi e biondi, gli occhi erano azzurri, grandi ed espressivi su un viso infantile. Aveva un’altezza regolare per la sua età e un fisico non ancora definito.
Michela era romantica, generosa e sincera con un forte attaccamento al dovere.
Matteo e Michela stavano bene insieme, avevano gli stessi gusti musicali, amavano il teatro e avevano sogni in comune.
Ma improvvisamente tutto si era spezzato come uno specchio che va in frantumi.
 

 VERONICA

CAP 2

Elena era una ragazza di vent’anni, molto semplice. Era alta e slanciata con lunghi capelli neri, che curava tantissimo, e gli occhi di un verde chiarissimo, spesso coperti da una lunga frangia. Non le piaceva molto truccarsi, anche perché spesso non ne aveva il tempo, ma quando lo faceva si limitava a un po’ di matita nera sotto gli occhi e ad un po’ di mascara, in modo da far risaltare i suoi occhioni verdi.
Era semplice anche nel vestire: aveva sempre addosso i suoi adorati e inseparabili jeans, una magliettina e le scarpe da tennis. Si vestiva elegantemente solo se proprio doveva.
Aveva un carattere molto forte anche se era un po’ timida, ma non le mancavano gli amici.
Di amici ne aveva molti dai quali era sempre ben voluta e ai quali teneva moltissimo. Tra questi amici aveva anche trovato quello che era il suo ragazzo, Luca, con il quale stava da un anno e mezzo.
Elena era una ragazza molto sportiva e lo sport che le piaceva di più era il nuoto, che aveva praticato fino ai diciassette anni. Poi aveva dovuto mollare per potersi preparare per l’esame di maturità, ma ora che si era diplomata aveva rincominciato a nuotare.
Le piaceva moltissimo il mare. D’estate stava in spiaggia per tutto il giorno e riusciva a stare ferma a prendere il sole per un’ora intera senza mai muoversi. La sera poi andava con tutti gli amici a prendere un gelato e poi tutti insieme in discoteca.
Ogni anno andava due settimane in vacanza con i genitori e la sorellina e ogni volta cambiavano destinazione. L’anno scorso erano stati in Tunisia e la prossima meta sarebbe stata l’Egitto.
Un’altra sua passione erano gli animali: in casa aveva una cagnolina, Kelly, due tartarughe d’acqua, Fred e Gorge, e infine una gatta siamese, Duchessa.
Erano già trascorsi molti mesi da quando si era diplomata al liceo linguistico. Si era presa una lunga pausa di riflessione e stava ancora pensando in quale facoltà iscriversi: lei sognava, già da quando frequentava le scuole medie, di conoscere più lingue possibile in modo da poter girare il mondo. Le piaceva viaggiare e avrebbe voluto frequentare l’università fuori dal suo paesino, che da un po’ le stava stretto. Aveva fatto domanda presso alcune università per avere una borsa di studio, ma non aveva ricevuto ancora alcuna risposta.
 

CAP 3

Ora che aveva raccolto il suo amato cellulare non avrebbe aspettato un minuto di più, era decisa a leggere quel maledetto messaggio.
Allora premette con forza quel tasto, chiuse per un momento gli occhi e quando li riaprì, vide quella scritta: “Vodafone”.
In quel momento fu come se uno sparo avesse raggiunto il suo cuore. La delusione fu enorme. Era solo uno stupido messaggio che le ricordava che il suo credito stava per terminare.
Non se l’aspettava. Si sentiva terribilmente stupida per essersi tanto agitata e affannata.
Delusa, risalì le scale, tornò in camera sua, spense il cellulare e lo mise nel cassetto della sua scrivania….