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Uno stato laico?!?

09/02/2007

Quello che da un pò di tempo sta succedendo nello stato Italiano, o dovrei dire risuccedendo, ha dell’incredibile. Pacs, cellule staminali, divorzio, aborto, eutanasia, sono gli argomenti che vanno per la maggiore, tenuti alti da una Chiesa che dovrebbe avere voce in capitolo solo nei riguardi della fede, e che invece ultimamente, complici molti esponenti di alcuni partiti politici, sta dettando legge, ingerendo, come si dice con termine appropriato, sugli affari dello stato. In TV si vedono esponenti della Chiesa che sentenziano su questo, o quell’argomento, tutti rigorosamente legati ai problemi suddetti, pretendendo che le loro opinioni siano ascoltate e accettate senza se e senza ma. Un’assurdità che i nostri politici, accettano supinamente, preparando il terreno ad un ritorno del potere assoluto della chiesa sulle cose terrene, come accadeva in passato. Addirittura, (trovo la questione persino ridicola) è cosa di questi giorni, vogliono togliere la conduzione del “Festival di Sanremo” a Pippo Baudo, perché avrebbe osato sindacare l’operato e le opinioni del Papa e del Clero. Infatti recentemente, ospite di Simona Ventura, avrebbe detto del Papa e della Chiesa, che sono “lontani dalla realtà”, e questo ha scatenato un vero putiferio. Premettendo che non ho mai avuto forti simpatie per il Pippo nazionale, mi trovo a questo punto, ad appoggiare le sue tesi in toto,e aggiungere altre problematiche riguardanti le qustioni etiche usate come bandiere dalla Chiesa, affermando:come si può difendere un ammasso di cellule, certamente promessa di vita, ma per il momento sole e semplici cellule, e invece non spendere che poche parole, per la violenza che imperversa negli stadi e nelle piazze, per la fame, e per le guerre che stanno sterminando milioni di innocenti inermi,quasi sempre prodotte da stupidi integralismi religiosi? Non riesco a credere che oltrepassate le soglie del terzo millennio ci troviamo ancora a combattere battaglie che pensavamo già vinte, come quelle riguardanti la laicità dello stato, e l’autonomia di ciascuno nel prendere decisioni etiche riguardanti la propria persona. Mi ha stravolto anche la battage scaturita dalla vicenda del caso Welby, esponente del Partito Radicale, da tempo costretto a vivere, dentro un corpo che non voleva più saperne di rispondere ai suoi voleri e che solo grazie alla mano misericordiosa del suo medico ha cessato di soffrire. Ma uno in quello stato perchè non può decidere autonomamente di vivere o morire in pace senza per questo essere messo sotto processo? Del resto anche quello che da tutti considerato un grande, Papa Woitila, aveva rifiutato di tornare in ospedale quando si era accorto di essere arrivato alla fine naturale della sua esistenza, ritenendo che tutto quello che avrebbero potuto fargli sarebbe stato solo allungare di poco la sua tormentata vita, aggiungendo dolore al dolore. 

Perché l’accanimento terapeutico non viene accantonato lasciando l’ultima parola al diretto interessato, chiunque esso sia? 

Sino a quando si permetterà ad altri di decidere sul proprio destino, il nostro progresso si sarà fermato al Medioevo. 
                                                                                                                               

Francesca  Vecere