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tabella dati esperimento accelerazione

  • Tabella dati esperimento: accelerazione

 

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Dessì Aurora 2^B

                                                                                                                                                                                

La condizione femminile dall'antica Roma ad oggi

LA CONDIZIONE FEMMINILE DALL'ANTICA ROMA AD OGGI 

Fin dall'antichità la donna è sempre stata costretta ad una posizione di inferiorità rispetto all'uomo, nell'antica Roma ad esempio la famiglia romana era sottoposta all’autorità del pater familias e la società romana era fortemente maschilista.

Le donna erano prima sottoposte all’autorità del padre e poi alla custodia del marito, che spesso veniva da loro sposato in tenera età, erano quindi considerate come delle "eterne minorenni".

Le donne non avevano accesso all'istruzione come al contrario avviene ad esempio in Italia oggi, ma l'educazione della fanciulla romana comprendeva l’insegnamento delle virtù, del pudore, della riservatezza, della modestia. Una volta trovato un marito, il compito della matronae era quello di procreare numerosi figli, crescerli e educarli secondo il mos maiorum romano.

Le donne aristocratiche passavano le loro giornate dentro alle mura domestiche, potevano uscire a fare compere oppure potevano partecipare ai banchetti insieme ai mariti. Le donne plebee vivevano in condizioni più disagiate, spesso lavoravano per aiutare la propria famiglia come sarte, tessitrici, balie, lavandaie. Infine, le schiave erano totalmente alle dipendenze del loro dominus e non avevano alcun diritto.

donne romaneNonostante ciò, nel corso dei secoli la donna è riuscita ad emanciparsi e ad acquistare una certa indipendenza.

A partire dal II secolo, ad esempio, per la celebrazione di un matrimonio era necessario il consenso di entrambi i coniugi; inoltre tra la fine della Repubblica e l’inizio dell’Impero le donne iniziarono ad avere indipendenza economica e assunsero un discreto livello culturale, alcune avevano assunto atteggiamenti più liberi, anche se spesso non erano viste di buon occhio. Alcune donne indipendenti erano criticate aspramente dalla società, venivano infatti viste come donne immorali o addirittura pericolose.

In ogni caso, nonostante i piccoli passi in avanti per il raggiungimento della prità fra uomini e donne, queste ultime rimanevano escluse dagli eventi politici, dalle votazioni e dalle cariche religiose o pubbliche.

Durante il Medioevo la situazione non mutò affatto, le donne continuavano ad essere alle dipendenze del proprio marito o di un membro della famiglia di sesso maschile, il loro compito continuava ad essere quello di occuparsi dell'educazione dei figli e quello di provvedere alle faccende domestiche, solo alcune godevano del privilegio dell'istruzione. 

Coloro che non riuscivano a prendere marito venivano indirizzate in convento, per condurre una vita monacale. Ovviamente coloro che vivevano in condizioni più disagiate erano le donne di basso rango, che portavano sulle spalle il peso della povertà e aiutavano la famiglia lavorando.

Con la Rivoluzione Francese tra le donne si iniziarono a diffondere ideali di emancipazione che però ben presto vengono stroncati dal regime del terrore e dall’ascesa di Napoleone, che col il suo codice sancisce l’inferiorità della donna suffragetterispetto all’uomo.

Nel corso del 19° secolo iniziano a formarsi in tutta Europa movimenti per far sì che le donne possano assumere il diritto di voto. Nel 1918 dopo numerosi scioperi, rivolte e arresti le donne inglesi ottengono il voto, due anni più tardi anche negli Stati Uniti viene concesso lo stesso diritto alle donne.

Questo fu possibile specialmente dopo la Prima guerra mondiale, poiché vi fu maggiore consapevolezza del peso della figura femminile nella società, dal momento che le donne, mentre i mariti erano al fronte, si occupavano dei lavori in fabbrica e nelle industrie e dunque contribuivano a mandare avanti l’economia del Paese.

In Italia il diritto di voto fu esteso alle donne solamente nel 1946, in occasione del referendum per la scelta tra monarchia o repubblica.

Oggi non si è ancora ottenuta la completa parità fra uomo e donna, ad esempio l’Afghanistan rappresenta per una donna il peggior Paese in cui vivere. Qui al 70% delle donne viene imposto un matrimonio involontario e spesso le spose sono molto giovani, inoltre l’87% delle donne afghane è analfabeta e non ha accesso all’istruzione.

MalalaUna giovane di nome Malala si fece portavoce del diritto allo studio delle donne e nel 2014 vinse anche il premio Nobel per la pace.

Nei Paesi più poveri del mondo, in media una donna ha cinque figli e vive per circa 60 anni, venti in meno rispetto all’aspettativa di vita di una donna europea. Nonostante le differenze siano molte meno, anche nei Paesi sviluppati la donna non ha ancora raggiunto la parità, infatti, ad esempio, a parità di impiego, una donna riscuote uno stipendio pari al 23% in meno rispetto a quello di un uomo.

Tra il 2000 e il 2012 in Italia sono stati registrati 2.200 casi di femminicidi. L’ONU si è posta come obiettivo da realizzare entro il 2030 l’uguaglianza di genere. Inoltre, tra gli scopi dell’ONU c’è quello di evitare il traffico di donne, evitare le pratiche del matrimonio da bambine e le mutilazioni dei genitali. Si mira anche alla maggiore partecipazione e inclusione alla vita sociale, economica e politica da parte del genere femminile.

 

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Sara Paratore 2^B

settima stagione OUAT

TRAMA settima stagione

A HypOnce Upon a Time 7 - il nuovo "C'era una volta..." | Cine&Serieserion Heights gli abitanti sono i personaggi del secondo reame della Foresta Incantata che sono stati portati tramite un sortilegio, quindi non hanno i loro veri ricordi. Il sindaco della città Victoria, nonchè Rapunzele e matrigna di Cenerentola, tenta di risvegliare la figlia Anastasia ma questo costerà a Lucy lo stesso destino. Si scopre che a lanciare il sortilegio è stata Genoveffa , anche detta Ivy. Gothel torna in libertà grazia a Nuovino (Uncino del secondo reame), che la crede una ragazza innocente. Weaver (Tremotino) riacquista la memoria grazie a Tilly (Alice). Regina ritrova Zelena (Kelly) e le fa tornare la memoria. Gothel rinchiude Victoria e Genoveffa in un pozzo, nel mentre ristabilisce la congrega di streghe. Dopo aver sconfitto Gothel, il Tremotino del secondo reame arriva ad Hyperio Heights perchè vuole aver il potere di Gold, ma lui uccide il Tremotino del secondo reame e se stesso per salvare tutti gli altri, e inoltre facendo questo riesce ad avere il suo lieto fine e rivedersi nell'Aldilà con sua moglie Belle. Regina lancia un sortilegio ma stavolta al contrario, in modo tale che tutti i reami e tutti i personaggi potessero stare assieme in un unico regno. Successivamente, riunti tutti i reami a Storybrook, Regina viene incoronata Regina Dei Reami Uniti e le viene dato l'appellativo di Regina Buona. Alla cerimonia oltre a tutti i personaggi con i rispettivi doppioni,arrivano, in ritardo, anche Emma e Uncino con la loro figlia Hope. Quindi la storia si chiude com'è iniziata, nello stesso posto del matrimonio di Biancaneve e David e con una persona che arriva in ritardo, la prima volta Regina.

 

Educazione civica (Fisica-Latino)

LA CONDIZIONE DELLA DONNA

LA DONNA NELL'ANTICA ROMA

Nella società romana le donne vivevano in una condizione di minorità: quando erano giovani erano sotto la tutela del padre e da adulte sotto la custodia del marito. Erano educate ai valori del pudore, della modestia e della riservatezfamiglia romaza, e venivano date in spose molto giovani, a uomini scelti dalla famiglia e non da loro. Le matrone avevano il compito di badare alla casa e di crescere i figli e la loro vita si svolgeva per la maggior parte a casa. Le donne di famiglia aristocratica potevano uscire per fare acquisti e per partecipare ai banchetti e alle feste, anche se non potevano partecipare alla parti migliori. Diversa era la vita delle donne plebee, che lavoravano come sarte, tessitrici o venditrici e le schiave, che dipendevano completamente dai loro domini. Praticamente, nella Roma arcaica, le donne erano considerate delle "eterne minorenni", ma col tempo la situazione cambiò. Dal secondo secolo a.C. si diffuse il matrimonio che richiedeva il consenso di entrambi i coniugi e nel primo secolo le matrone con almeno 3 figli potevano sottrarsi al controllo di un uomo, dopo la morte del padre. Tra la fine della repubblica e la fine dell'impero, quindi,  la donna ottenne una maggior indipendenza economica e più libertà. Questo suscitò la critica degli uomini, che consideravano pericolose e immorali le donne che non seguivano il modello della matrona virtuosa. Le donne del periodo non ebbero mai, però, diritti politici e non potevano ricoprire cariche pubbliche o religiose. 

 

 

LE SUFFRAGETTE 

La battaglia per i diritti civili femminili iniziò nel settecento durante la rivoluzione francese, quando le donne parteciparono alle assemblee e crearono gruppi politici. All'inizio le loro rivendicazioni, però, vennero respinte per colpa dell'anti femminismo, e il codice civsuffraggetteile napoleonico diede alla donna un ruolo subalterno rispetto all'uomo. Intorno alla metà del XIX secolo, il diritto di voto alle donne venne espanso in molti paesi europei e cominciò  una lotta per l'emancipazione femminile. Le donne che combattevano per il diritto di voto venivano chiamate "suffragette", dato che lottavano per il suffragio universale. Nel 1903, in Gran Bretagna,  Emily Pankhurst fondò la "Women's Social and Political Union", i cui membri sfidarono le forze dell'ordine , boicottarono le sedute del Parlamento, fecero scioperi della fame e vennero spesso mandate in prigione. Nel 1918, finalmente ottennero il diritto di votare nelle elezioni politiche. In America, negli anni dopo la Prima Guerra Mondiale, grazie anche agli sforzi della National Women Suffrage Association, le americane ottennero il diritto di voto. In Italia, il suffragio universale venne ottenuto nel 1946, l'anno del referendum tra monarchia e repubblica. 

 LA CONDIZIONE DELLA DONNA OGGI E L'OBIETTIVO N^5 

Oggi il 70% delle donne vive nell'indigenza, sopratutto in Asia, Africa, Medio Oriente e Sud America e sono costante vittime di discriminazioni, maltrattamenti e violenze sessuali. Secondo degli studi, il paese in cui le donne hanno la peggiore qualità di vita è l'Afghanistan, dove la maggior parte delle donne sono costrette a matrimoni forzati o prematuri e non hanno accesso all'istruzione. Nei paesi ricchi, le donne hanno maggiore libertà politica, economica e sessuale e hanno accesso ad un'istruzione. In Italia, nonostante la presenza dell'articolo 3, la disparità di genere è ancora presente e sono frequenti vari casi di femminicidio. Tra il 2000 e il 2012, ci sono state più di 2000 vittime. 

Anche al giorno d'oggi non è stata raggiunta l'uguaglianza di genere, ed è per questo che è stato aggiunto nell'Agenda 2030 dell'ONU l'obiettivo numero 5, creato per diffondere l'uguaglianza femminile. Gli obiettivi principali sono l'eliminazione del traffico di donne, dei matrimoni combinati, del fenomeno delle spose bambine e della mutilazione dei genitali. Il secondo obiettivo è quello di garantire la partecipazione femminile in ambito politico, economico e pubblico. Altri traguardi sono quelli di dare uguali diritti di accesso alle risorse economiche e di favorire una politica concentrata sull'emancipazione femminile. 

 

 

 

 

 

 

TERESA NOCE: "Firma mulier"

                                                        

Teresa noce

Una grande persona che si occupò di difendere i diritti di tutti fuTeresa Noce. nacque nel 1900 a Torino in una famiglia operaia. Costretta a lasciare la scuola molto presto, continuò ad istruirsi da autodidatta, mantenendosi con vari mestieri. Nel 1921 fu una tra le fondatrici del Partito Comunista Italiano e nel 1926 si sposa con Luigi Longo, con cui ebbe tre figli. Dopo poco tempo espatriarono, spostandosi prima a Mosca e poi a Parigi. Da questo momento Teresa fece molti viaggi clandestini in Italia per propaganda antifascista. All'inizio degli anni trenta, insieme a Xenia Silberberg, fondò il giornale "Noi donne", che inizialmente era uscito come foglio clandestino.

Nel 1936, insieme al marito, si recò in Spagna come volontaria per in difesa della repubblica dopo l'inizio della guerra civile spagnola, e nel frattempo si occupò della redazione de "Il volontario della libertà", il giornale degli italiani che combattevano nelle Brigate Internazionali. Ricevette anche il nome di battaglia "Estella". 

 Ritornata in Francia, venne internata nel campo di concentramento di Rieucros, dove venne liberata dalle autorità sovietiche. Quando tentò di ritornare a Mosca per rivedere i figli, non ci riuscì per colpa dell'invasione dell'Unione Sovietica da parte dei tedeschi, nel 1941. Cominciò a lavorare per il partito comunista francese e partecipò anche alla Resistenza nel gruppo Francs tireurs et partisans. Nel 1943 venne arrestata, deportata in Germania e prima venne mandata nel campo di concentramento di Ravensbrück, poi in quello di Flossenbürg a Baviera e infine in quello di Holleischen, in cui venne costretta a lavorare in una fabbrica di munizioni prima di essere salvata dall'esercito sovietico.  

In Italia, il 2 Giugno 1946 fu una delle 21 donne elette all'assemblea costituente italiana e una delle cinque a far parte della "Commissione dei 75", incaricata di elaborare e proporre il concetto di Costituzione così da discuterlo in aula. Fu inoltre segretaria nazionale del FIOT, il sindacato delle operaie tessili. Nel 1955 lasciò il posto di segretaria del FIOT per diventare segretaria dell'UISTA, l'Unione Internazionale Sindacale dei Lavoratori tessili e dell'abbigliamento.                                                                                                                                                  Nel 1948 fu eletta nella prima legislatura del Parlamento repubblicano e propose la legge n. 850 "Tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri", che costituì la base della legislazione del lavoro femminile fino alle leggi di parità di genere degli anni settanta. 

Nel 1953, Luigi Longo ottenne l'annullamento del matrimonio presentando una firma contraffatta di Teresa; lei descrisse questo evento come più doloroso del carcere e della deportazione. Nel 1954 si ritirò lentamente a vita privata, anche se dal 1959 lavorò nel CNEL (Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro). Nel 1974 pubblicò la sua autobiografia "Rivoluzionaria professionale". Morì il 22 gennaio del 1980, a 79 anni. 

Teresa Noce è una delle persone più determinate di cui ho mai sentito parlare. Nonostante tutte le difficoltà e le sofferenze, non si è mai fermata e ha sempre fatto un grandissimo lavoro per la pari dignità delle persone,per questo motivo ho voluto darle l'epiteto "firma", che significa determinata o irremovibile. 

 

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 Lorenzo Ledda 2^B

 

Edoardo Lerz Apple

LA APPLE

LA APPLE E' UN AZIENDA MULTINAZIONALE STATUNITENSE CHE PRODUCE SISTEMI OPERATIVI, SMARTPHONE, IPAD, COMPUTER E TANTI ALTRI DISPOSITIVI MULTIMEDIALI E HA SEDE A CUPERTINO IN CALIFORNIA DOVE E' STATA FONDATA IL 1 APRILE 1976 DA STEVE JOBS, STEVE WOZNIAK E RONALD WAYNE. E' CONSIDERATA  UNA DELLE SOCIETA' TECNOLOGICHE BIG TECH ED E' UNA DELLE MULTINZAIONALI PIU' FAMOSE IN TUTTO IL MONDO E TUTT'ORA I SUOI PRODOTTI A PARER MIO SONO I MIGLIORI IN CIRCOLAZIONE A LIVELLO DI TECNOLOGIE. I SUOI PRODOTTI MIGLIORI SONO GLI IPHONE GLI IPAD I MAC LE AIRPODS E TANTI ALTRI.

prova ed civica

                        relazione esperimento la Luce

pagina 1 

pagina 2

pagina 3

pagina 4

pagina 5

La condizione della donna

LA CONDIZIONE DELLA DONNA

Per gran parte della storia dell’umanità, le donne hanno avuto un ruolo subalterno rispetto a quello degli uomini dal punto di vista legale, civile, economico e politico. All’interno della società Romana, fortemente maschilista, le donne di classe aristocratica, vivevano sotto l’autorità prima del padre, poi del marito. Esse erano educate al pudore e alla riservatezza e si sposavano con uomini scelti dalle loro famiglie. Una volta che diventavano mogli, prendevano il nome di matronae e tra i loro compiti vi erano la gestione della casa e l’educazione dei figli. Le donne plebee invece lavoravano come sarte, tessitrici, venditrici e lavandaie. Le schiave invece dipendevano dal loro padrone. Con il passare del tempo la condizione della donna romana migliorò e si registrò un’emancipazione femminile durante i primi secoli dell’impero; le donne ottennero maggiore indipendenza economica e poterono permettersi comportamenti più liberi, che però erano oggetto di critiche (un esempio è il caso dell’orazione di Cicerone contro Clodia in difesa di Celio Rufo). Le donne però non ottennero diritti politici come il voto o la possibilità di ricoprire cariche pubbliche o religiose.

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Col passare del tempo le donne si batterono per i loro diritti civili e politici. In seguito alla rivoluzione francese le donne iniziarono a partecipare alle assemblee e fondare club politici. All’interno della società si diffuse però un profondo antifemminismo e le loro istanze furono respinte e il codice napoleonico decretò un ruolo subalterno per le donne. Nel diciannovesimo secolo il diritto di voto si estese a una platea sempre maggiore di persone. Perciò si impose nuovamente la lotta per i diritti politici delle donne. Le donne che presero parte alla lotta per il diritto al voto vennero chiamate suffragette. Il primo paese a ottenere il voto per le donne fu il Regno Unito nel 1918, anche gli Stati Uniti ottennero il voto in seguito alla Prima Guerra Mondiale mentre in Italia le donne votarono per la prima volta nel 1946 per il referendum per la scelta tra repubblica e monarchia.

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Oggi la condizione femminile è migliorata nei paesi occidentali più sviluppati, in varie zone del mondo come Africa, Asia, Sud America e Medio Oriente le donne vivono nell’indigenza (70% delle donne al mondo), il 70% delle donne è costretta a matrimoni forzati, l’87% di donne non ha accesso all’istruzione. Il paese con la peggiore qualità della vita per le donne è l’Afghanistan. L’ONU perciò ha aggiunto l’uguaglianza di genere come obbiettivo dell’agenda 2030 degli obbiettivi per lo sviluppo sostenibile. Il primo traguardo è l’eliminazione della discriminazione femminile e dunque di forme di violenza quali: il traffico di donne, i matrimoni combinati, il fenomeno delle spose bambine e la mutilazione dei genitali; il secondo traguardo è quello di garantire la piena occupazione femminile in ruoli di potere sia in campo politico che in quello economico e pubblico. Il punto di partenza per il raggiungimento del traguardo è eliminare l’analfabetismo femminile: due analfabeti su tre infatti sono donne e l’alfabetizzazione femminile è un problema soprattutto in Asia e in Africa. Una maggiore educazione scolastica infatti porta a diminuire la possibilità di venir sottoposte matrimonio combinato e di diminuire il numero di figli e quindi la possibilità di morire di parto. Una donna africana infatti vive in media 24 anni rispetto a una donna europea. Nei paesi ricchi infatti le donne godono di libertà, diritti politici, si sposano più tardi e hanno meno figli. A parità di impiego però percepiscono un minor stipendio rispetto a quello dei colleghi uomini. In Italia la disparità di genere in ambito lavorativo è ancora presente e l’Italia è il 71° paese al mondo per gender GAP.

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Aut viam inveniam aut faciam

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Rosa Louise Parks (4 febbraio 1913 – Detroit, 24 ottobre 2005) è stata un'attivista statunitense. Fu figura-simbolo del movimento per i diritti civili, divenuta famosa per aver rifiutato nel 1955 di cedere il posto su un autobus a un bianco, dando così origine al boicottaggio dei bus a Montgomery. Passò buona parte della sua vita a lavorare come sarta in un grande magazzino. Nel 1943 aderì al Movimento per i diritti civili statunitensi e divenne segretaria (della sezione di Montgomery) della National Association for the Advancement of Colored People. Il 1º dicembre 1955, a Montgomery, Rosa stava tornando a casa in autobus dal suo lavoro. Siccome non aveva trovato altri posti liberi, occupò il primo posto dietro all'area riservata ai bianchi, nel settore dei posti accessibili sia ai bianchi che ai neri con l'obbligo per i neri di cedere il posto se fosse salito un bianco. Dopo tre fermate, l'autista James F. Blake le chiese di alzarsi e spostarsi in fondo all'automezzo per cedere il posto ad un passeggero bianco salito dopo di lei. Ella rifiutò di muoversi e di lasciare il suo posto. Il conducente fermò il veicolo e chiamò due agenti di polizia per risolvere la questione: Rosa Parks fu arrestata e incarcerata per condotta impropria e per aver violato le norme cittadine. Da allora è conosciuta come The Mother of the Civil Rights Movement (la madre del movimento dei diritti civili). Quella notte cinquanta leader della comunità afroamericana guidati da Martin Luther King, si riunirono per decidere le azioni da intraprendere per reagire all'accaduto. Il giorno successivo incominciò il boicottaggio dei mezzi pubblici di Montgomery, protesta che durò per 381 giorni; dozzine di pullman rimasero fermi per mesi finché non venne rimossa la legge che legalizzava la segregazione. Questi eventi diedero inizio a numerose altre proteste in molte parti del paese. Nel 1956 il caso di Rosa Parks arrivò alla Corte Suprema degli Stati Uniti, che indicò, all'unanimità, come incostituzionale la segregazione sugli autobus pubblici dell'Alabama. Da quel momento, Rosa Parks diventò un'icona del movimento per i diritti civili.

 

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Andrea Melis 2B

Cittadinanza (1^ parte)

 La condizione della donna.

Fin dai tempi antichi la donna è sempre stata discriminata, considerata inferiore all'uomo. La sua condizione col passare del tempo ha subito un profondo mutamento. I primi cambiamenti, che hanno migliorato lo stile di vita delle donne, sono avvenuti in concomitanza con la nascita del principato, sotto il governo di Augusto.donna 1 In precedenza le persone appartenenti al gentil sesso, vivendo in una società maschilista, fondata sul patriarcato, non godevano di chissà quali diritti. Le patrizie ideali dovevano, secondo la mentalità dell'epoca, essere riservate e modeste. Venivano utilizzate come strumento diplomatico tra le famiglie gentilizie, che attraverso i matrimoni combinati instauravano fra di loro alleanze importanti. Le "matronae" possono essere considerate delle eterne minorenni in quanto si sposavano in tenera età, ed erano perennemente sottoposte alla tutela prima del "pater familias" e dopo del proprio marito. La loro vita consisteva nel badare alla casa, ai figli e vevano il dovere di trasmettere i valori del "mos maiorum". La situazione era diversa per le plebee, che erano soggette ad un numero minore di vincoli e dunque più libere. Invece le schiave non erano neanche riconosciute come persone, bensì come "instrumentum vocale", ovvero uno strumento capace di parlare, erano alle dipendenze del loro padrone ed erano costrette a rispettare il suo volere.  Dopo la nascita dell'impero si produsse una nuova emancipazione femminile e le donne divennero più libere ed indipendenti rispetto al passato. Nacque il matrimonio consenziente, non combinato, approvato sia dal marito che dalla moglie. Inoltre le patrizie con minimo tre figli potevano non essere sottoposte alla tutela di un uomo.  Le ragazze e le signore romane, al contrario di quelle greche, potevano praticare attività motoria. Nonostante tutti i miglioramenti ottenuti, la popolazione femminile venne sempre esclusa dalla vita politica e religiosa dello stato, ad eccezion fatta del sacerdozio di Vesta. Nei paesi occidentali le donne sono riuscite dopo lunghe ed estenuanti lotte, ad ottenere la parità dei diritti con gli uomini. Intorno al 1800 presero vita i primi movimenti per rivendicare i loro diritti socio-politici. I primi veri scontri civili sono da ricollegare alle suffragette, che chiedevano invano il suffragio universale, da questo termine deriva il loro nome, che inizialmente aveva una connotazione negativa. sufr2In realtà il secolo, che vede protagonista l'emancipazione femminile, è il Novecento. In questi anni il diritto di voto venne concesso alle donne sia negli stati dell'Europa, che in tutti quelli dell'America. Attualmente la donna, nonostante abbia ottenuto importanti traguardi legati alle proprie condizioni, deve ancora lottare per avere pari dignità sociale ed economica col sesso opposto. Purtroppo in zone del globo appartenenti al terzo mondo, come parti dell'Africa ed i territori che si estendono dal Medio Oriente all'India, la parità tra i sessi è un miraggio punto in alcune nazioni la donna non è considerata neppure un essere umano: avvengono tuttora le mutilazioni degli organi genitali, la lapidazione femminile, come pena per l'adulterio, matrimoni combinati, a cui le ragazze sono sottoposte da giovani. La donna, ancora ai giorni nostri, deve affrontare battaglie legate alla violenza, c'è ancora molta strada da fare, ma le donne oggi riescono ad ottenere dei ruoli di rilievo e li eseguono con la stessa tecnica e con le medesime abilità di un uomo, e allo stesso tempo sono madri, mogli e lavoratrici. Affinché la parità di genere sia garantita è necessaria un'ingente campagna di sensibilizzazione sul tema, ma anche una collaborazione internazionale, presieduta da organizzazioni sovranazionali come l'ONU. Quest'istituzione ha aggiunto fra gli obiettivi dell'agenda 2030 anche un traguardo sull'eguaglianza, intesa nel suo significato più ampio.urss

 

 

 

L'uguaglianza fra i sessi non è solo una battaglia che riguarda le donne, riguarda tutta la società, riguarda tutti i bravi cittadini, che hanno a cuore i valori di democrazia e libertà e che lottano per un mondo privo di ingiustizie e disparità.

 Video di supporto:

                                                                                       

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Milo Spada 2B

La seconda rivoluzione industriale

Seconda rivoluzione (2)

Seconda rivoluzione industriale

La seconda rivoluzione industriale è il processo di sviluppo industriale il cui inizio viene cronologicamente riportato al periodo compreso tra il congresso di Parigi(1856) e quello di Berlino(1878)e che giunge a pieno sviluppo nell'ultimo decennio del 1800.

Nella seconda metà dell'ottocento l'Europa occidentale estese e consolidò la propria presenza nel mondo, e il suo prestigio si fondava sulla superiorità nel campo scientifico e tecnologico e sulla potenza industriale e capitalistica, rafforzato in seguito dalla scoperta di nuove fonti di energia, come il petrolio e l'elettricità, dall'utilizzo di nuovi sistemi di comunicazione, di trasporto e dal dominio incostratato del commercio mondiale.Intanto, le grandi potenze europee portavano a termine le grandi conquiste coloniali, soprattutto in Africa, spinte dal desiderio di procurarsi nuovi mercati di vendita per i prodotti nazionali e di accaparrarsi materie prime e risorse energetiche a basso costo.A questo prodigioso sviluppo industriale, che si protrasse fino agli inizi del 900 e che interessò altri Stati del mondo come gli USA ed il Giappone, è stato dato il nome di seconda rivoluzione industriale.

In Europa, inoltre, tra il 1850 ed il 1914, si assistette a una serie di cambiamenti importanti, che mutarono la vita del continente.Tuttavia, le innovazioni non furono delle stessa portata in tutti i paesi: più significativi in alcuni, meno evidenti in altri. 

Oltre che per le grandi innovazioni tecnologiche e scientifiche, la seconda rivoluzione industriale si caratterizza in maniera incisiva rispetto alla prima perché i suoi effetti furono più rapidi e i risultati determinarono una trasformazione rivoluzionaria nella vita e nelle prospettive dell'uomo.Le industrie utilizzarono rapidamente le ricerche scientifiche.

La scoperta dell'acciaio permise la produzione delle automobili, degli  aerei e dall'estrazione del petrolio prese slancio l'industria chimica. Con l'avvio della seconda rivoluzione industriale, inoltre, comparve la catena di montaggio(applicata da Henry Ford), vale a dire un sistema meccanizzato di produzione che divideva un lavoro complesso, in tanti lavori semplici.

 

 

Educazione civica Fisica (il moto rettilineo u.a.)

Il moto rettilineo uniformemente accelerato

Il moto rettilineo uniformemente accelerato

Un moto rettilineo è uniformemente accelerato quando la sua accelerazione resta costante,ovvero non cambia nel tempo.

Materiale utilizzatomoto accelerato 2

Per fare questo esperimento abbiamo utilizzato:

  • Una lattina vuota da 500 ml
  • Un decalitro
  • Acqua
  • Una pila libri alti complessivamente 0,125 m
  • Tavola di legno di 0,9 m
  • Tablet
  • Metro
  • Pennarelli di colore diverso ( abbiamo usato il blu, il nero,il verde e il rosso)
  • Nastro adesivo
  • Lavagna e gessi
  • Imbuto

Preparazione dell’esperimento

Per la realizzazione di questo esperimento abbiamo tracciato varie linee nella tavola di legno e preparato la lattina

Descrizione delle prove effettuate 

Dopo esserci accertate di avere tutto il materiale pronto, abbiamo iniziato l’esperimento. Abbiamo fatto tre video con il tablet, dove facevamo scorrere la lattina dal punto di partenza fino alla fine della tavola. Da questi video abbiamo successivamente ricavato i nostri tempi.

Analizzo dati

Abbiamo raccolto i dati in una tabella e abbiamo calcolato la semidispersione massima e il tempo medio.

La formula della semidispersione massima è questa:

(tmax-tmin)/2

                                                                                          

 grafico 11 

Dopo aver preso i tempi, dobbiamo calcolare l’accelerazione.

a = v / t

Avendo già calcolato il tempo medio, per trovare l’accelerazione, non ci resta che calcolare la velocità. Essa si ottiene facendo:

V= spazio/ tmedio

                                                                                                                                                            grafico acc 

Per calcolare l’accelerazione possiamo usare anche un

altro metodo, ovvero 

a= spazio/tmedio2



Conclusione

Dopo aver svolto questo esperimento e aver fatto anche un ulteriore verifica, con una formula diversa, possiamo dire che l’esperimento è riuscito perché l’accelerazione rimane costante nel tempo.

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Aurora Dessì 2^B

I diritti dei bambini (arte)

Il pittore Renoir (1841-1919)esponente del periodo dell'impressionismo riflette la vita nella fine dell'Ottocento,esaltando nelle sue opere la gioia di vivere ma anche la povertà' e l'amore per l'arte.La sua creatività' gli permise di spaziare su vari temi,infatti e' uno dei pochi artisti che ha mostrato una particolare inclinazione nella rappresentazione dei bambini su tela.Ne e' un esempio "Il pomeriggio dei bambini Bérard a Wargemont" realizzato nel 1884,127 x 173 cm,olio su tela.Vengono rappresentati molti dettagli che mettono in risalto non solo la descrizione fisica delle bambine,ma sottolinea le azioni che loro compiono.Una ricama,un'altra legge e l'altra più' piccola stringe una bambola.dipinto arte

L'800 e le sue scoperte

L'800 e le sue scoperte

  • Italiano= Ugo Foscolo
  • Musica= Il Romanticismo e Giuseppe Verdi
  • Francese= Claude Monet
  • Arte= Impression soleil levant
  • Storia= 2° Rivoluzione Industriale
  • Inglese= Edwin Drake
  • Geografia= Stati Uniti (Titusville,Pennsylvania)
  • Tecnologia= Il Petrolio
  • Scienze= Il Colera
  • Motoria= Il Baseball

Covid-19

COVID-19

Il Covid-19 fa parte della famiglia corona (orthocoronavirae)

I sintomi del Covid-19 sono la febbre, i sintomi simil-influenzali come la tosse, mal di gola, difficoltà respiratorie, dolori ai muscoli e stanchezza.
Per ciò che riguarda la contagiosità risulta superiore rispetto agli altri tipi di coronavirus (SARS e MERS) mentre la letalità è inferiore rispetto agli altri coronavirus, l'Organizzazione Mondiale della Sanità(OMS) ritiene che il tasso netto di riproduzione della trasmissione del virus da persona a persona sia tra 1,4 e 3,8.

Storia dei virus (epidemie passate)

Una delle pesti peggiori mai esistite è Peste Nera(1347-1353), generata in Asia centrale settentrionale e diffusa principalmente in Asia, Europa, Nordafrica e nel Caucaso, portando globalmente, circa 20 milioni di decessi, i letterari italiani decisero di comporre importanti opere letterarie, per esempio Bocaccio creò durante quel periodo una delle sue opere più famose, scientificamente parlando quasi l'unanimità degli studiosi identifica la peste nera come un'infezione sostenuta da Yersinia pestis, batterio isolato nel 1894 e che si trasmette generalmente dai ratti agli uomini per mezzo delle pulci.

Altro fenomeno di peste molto famoso è la peste del 1630, che tra l’altro viene citata durante le vicende dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, diffusasi nel periodo tra il 1629 e il 1633 che colpì, fra le altre, diverse zone dell'Italia Settentrionale, raggiungendo anche il Granducato di Toscana, la Repubblica di Lucca e la Svizzera, con la massima diffusione nell'anno 1630. Il Ducato di Milano, e quindi la sua capitale, fu uno degli stati più gravemente colpiti.

Non possiamo non parlare ovviamente anche dell’influenza spagnola (1918-1920) La malattia ridusse notevolmente l'aspettativa di vita dell'inizio del XX secolo che, nel primo anno dal diffondersi della pandemia, risultava diminuita di circa 12 anni, l’influenza spagnola nacque durante la prima guerra mondiale.

La storia di New York

La storia di New York

New York venne fondata nel 1624 dagli olandesi.Inizialmente la chiamavano Nieuw Amsterdam e ne faceva parte solo  la parte a sud dell'isola di Manhattan.

Nel  1664 fu conquistata dagli inglese che la chiamarono New York.

New York fu occupata dagli inglesi per un lungo periodo,specialmente durante la durata dell guerra d'Indipendenza e la città divenne un punto d'approdo molto utile durante la guerra.

Grazie all'apertura del canale Erie,New York divenne il principale porto per le merci e per gli immigranti provenienti dall’Europa.

Molti si stanziarono nella città e la popolazione crebbe notevolmente.

Durante la fine del 1800 furono ingranditi i confini di New York con l'aggiunta di altri distretti.

Attorno al 1920 a causa dei prezzi alti per il terreno di Manhattan si iniziarono a costruire grattacieli,ovvero palazzi altissimi ce caraterizzano New York.

Due famosissimi grattacielo erano le Torri Gemelle note per gli attacchi terroristici dell'11 Settembre 2001 che hanno portato alla morte di circa 3000 persone.

Un'altro edificio che tutti conosciamoè  l'Empire State Building costruito nel 1930 e che per molti anni fu l'edificio più alto al mondo.

La geografia di New York

La geografia di New York

New York è una città degli Stati Uniti d'America ed è situata sulla costa orientale dell'America settentrionale, sull'oceano Atlantico.

La città  si estende su una superficie di 1.214 km²,.

 Il territorio è quasi ovunque estesamente urbanizzato, caratterizzato  dalla costtruzione di palazzi e grattacieli che la portano ad una elevata densità di popolazione (superiore in media a 10.000 ab./km², con punte di oltre 25.000 ab./km² a Manhattan).

A new York ci sono anche diverse isole abbastanza piccole come la liberty Island dove è collocata la famosa statua della libertà.

Introduzione cittadinanza

"ADVOCATA MULIEBRIUM IURIUM"

Protettrice dei diritti delle donne questo è l'epiteto da me scelto per riassumere in pochi termini la figura di Lina Merlin la cui carriera politica era incentrata sulla difesa del gentil sesso.                      

lina

 

 

 

 La condizione della donna    Pagina n°1

         Angelina Merlin               Pagina n°2

 

   

  

 

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Milo Spada 2B

Prova educazione civica: la condizione femminile

La condizione femminile

 

La vita delle donne romane - CapitolivmNel corso della storia la condizione delle donne è stata sempre caratterizzata da una situazione di inferiorità sul piano sociale, giuridico e politico. Già in epoca romana la società era fondata sulla figura dell'uomo o più precisamente sull'autorità del pater familias per cui le donne vivevano in condizione di inferiorità rispetto all'uomo da cui dipendevano. Infatti, prese in sposa da giovani, vivevano sotto il controllo prima del padre e poi del futuro marito che veniva scelto dalla stessa famiglia; Il loro compito è sempre stato quello di occuparsi principalmente delle faccende domestiche e di educare i propri figli ed erano prive di diritti politici. In età moderna, la battaglia per i diritti civili delle donne iniziò con la rivoluzione francese, periodo in cui le donne partecipavano alle assemblee e addirittura fondarono dei club; ma solo con il codice napoleonico riuscirono ad ottenere un ruolo dipendente da quello dell'uomo. Nel 900 il diritto di voto si estese in tutti i paesi europei e riprese nuovamente la lotta per l'emancipazione femminile; Le donne che lottavano per questi diritti furono chiamate suffragette. In molti stati nacquero dei movimenti in cui le donne pur di vedere riconosciuto i loro diritto di voto, facevano lo sciopero della fame o sfidavano le forze dell'ordine; il loro diritto di voto venne riconosciuto nel 1918 in Russia mentre in Italia si dovette aspettare il 1946. Purtroppo ancora oggi il 70% delle donne vive nell'indigenza (povertà, ristrettezze) e quelle che hanno la peggiore qualità della vita sono quelle che vivono in Afganistan; Qui vengono obbligate a sposarsi bambine e la maggior parte di loro non ha accesso all'istruzione. Le donne che hanno una maggiore libertà sono quelle che vivono nei paesi ricchi; qui hanno una maggiore libertà economica, politica e hanno un livello d'istruzione elevato. Ciò nonostante la donna non viene trattata come l'uomo, ma anzi nel lavoro per esempio pur avendo un livello d'istruzione alto, percepisce un salario inferiore a quello dell'uomo. Per tutelare le donne e arrivare ad un'uguaglianza di genere anche l'agenda ONU 2030 ha posto come obbiettivo n5 eliminare la discriminazione femminile, eliminando per esempio il fenomeno delle spose bambine, dandole la possibilità di istruirsi e avere diritti, politici, economici e sociale.

 

 Virtus

Elena Marinucci

Elena Marinucci

Elena Marinucci è nata a l'Aquila il 18 agosto del 1928; è una politica, avvocata, insegnante italiana esponente del Partito Socialista Italiano ed ex senatrice della Repubblica. Legata sin da giovanissima alla politica, dopo la laurea in giurisprudenza, diventa ufficialmente attiva durante la manifestazione a favore della legge Fortuna- Baslini riguardo il divorzio; nello stesso periodo decide di fondare un suo personale partito: la Lega delle donne per il socialismo. Il suo traguardo più importante era la parità fra i sessi. Divenuta responsabile femminile nazionale del PSI, riuscì ad avere più autorevolezza nelle questioni politiche e sociali, soprattutto quelle riguardanti la parità dei diritti fra uomo e donna. Marinucci ha combattuto e lottato per affermare la dignità delle donne, donne che nei secoli scorsi e ancora oggi, in alcuni paesi, sono sempre state sottomesse al volere dell'uomo; per la famiglia, per il quieto vivere o perchè semplicemente più debole. E' stata la prima donna a presiedere la commissione per le pari opportunità, composta da trenta donne e avvenuta nel 1984.

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Simone Fiorini 2°B

 

Condizione femminile oggi - Prova di Educazione Civica/Fisica/Latino

Condizione femminile oggi

L’ONU ha inserito nell’agenda 2030 l’obbiettivo per lo sviluppo sostenibile: l’uguaglianza di genere.

Tra i traguardi il primo è porre fine alla discriminazione della donna eliminando forme di violenza come il traffico di donne, matrimoni combinati tra cui dare spose delle bambine, mutilazione dei genitali.

Il secondo è garantire la partecipazione delle donne in ambito lavorativo politico, economico e pubblico.

Il problema maggiore è l’analfabetismo che tra donne e uomini è più frequente appunto nelle donne, soprattutto in Africa e in Asia meridionale causando così inferiorità.

Un altro traguardo è l’intensificazione di una politica che si concentri sull’emancipazione femminile.

Infatti gli addetti al lavoro (donne) al di fuori del settore primario sta aumentando ma rimane comunque molto inferiore ai lavoratori uomini.

Condizione delle donne in antica Roma

Le caratteristiche della donna ideale, la “matrona”, erano pudore, dignità, castità, pietà e onestà. Dovevano essere moderate in tutti gli aspetti della vita: nell’uso della parola, nell’abbigliamento e nel comportamento.

Le basilari fasi del percorso di una fanciulla, invece, erano il matrimonio e la maternità. Il matrimonio aveva come unico scopo la procreazione, cioè la nascita di cittadini romani. Tuttavia, le donne romane allattavano i propri figli, per infondere loro il sentimento di «lealtà» nei confronti della famiglia e avevano il compito di educarli. Ciò comportava da un lato, una maggiore dignità e dall’altro l’accesso al mondo maschile. Erano poi affidate alla tutela di un uomo, e 'unica attività degna di una «donna perbene» era la filatura della lana: il telaio divenne, infatti, il simbolo per eccellenza della condizione femminile ideale.

Nel periodo di maggior splendore della società dell’antica Roma le donne romane si emanciparono e, per alcuni versi, furono rispettate, ottenendo «il riconoscimento formale di una quasi totale parità», pur rimanendo, però, fermo l’ideale della matrona. Tuttavia, nel periodo di crisi, le donne persero tutta la libertà conquistata nei secoli precedenti.

Emmeline Pankhurst

Emmeline Goulden Pankhurst nasce a Manchester il 15 luglio 1858  in una famiglia dell’alta borghesia, da Robert Goulden e Sophia Crane.

All’età di 7 anni circa, una notte mentre era nel suo letto i genitori le si avvicinarono per darle la buonanotte e il padre, convinto che stesse dormendo, sussurrò:

“Se solo fossi un maschio!”. 

Da quel momento nella visione di Emmeline fu chiaro che nella società la donna non era abbastanza importante, che essere donna era considerato quasi una sventura perché non avrebbe potuto comunque fare tante delle attività professionali, politiche, sociali e personali che erano concesse agli uomini.

Si sentì chiamata a difendere i diritti delle donne e fu dal quel momento che sviluppò gli ideali sul diritto di voto per le donne.

Promotrice di vari gruppi, primo fra tutti Women’s Franchise League, la Lega per il diritto di voto alle donne, diede un grosso contributo all’ottenimento, nel 1894, del diritto al voto per le donne nelle elezioni locali.

Nel 1903 fondò il Women’s Social and Political Union che come principio aveva l’obiettivo dell’estensione del suffragio alle donne

Nel 1905 fu condannata e imprigionata per aver interrotto una riunione del partito liberale chiedendo che venisse posto in discussione il tema caldo del diritto di voto alle donne. Il movimento si proponeva come forza esterna alle formazioni partitiche e spesso fu a queste contrapposto.

Nel maggio del 1914 Emmeline Pankhurst viene nuovamente arrestata, questa volta davanti a Buckingham Palace, mentre tenta di portare una petizione al re Giorgio V.

Poco dopo scoppiò la Grande Guerra, con le sue inevitabili ripercussioni in ambito umano, politico e sociale, e questo fece sì che le suffragette, in cambio della liberazione di tutte le detenute per reati politici da parte del governo inglese, sospendessero la propria battaglia.

In quegli stessi anni, Emmeline continuò a portare avanti i suoi ideali promuovendo una grande campagna di sensibilizzazione sul tema del suffragio universale, in altri paesi, come gli Stati Uniti, il Canada e la Russia. Al suo ritorno in Inghilterra, le autorità avevano già concesso il diritto di voto alle donne a partire dal 1918, ponendo fine ad una sacra lotta del genere femminile per il riconoscimento della parità dei diritti.

Nel 1926, Emmeline riprese ad occuparsi attivamente di politica, stavolta accanto ai conservatori. Morì nel 1928 a Londra.

Le sue tre figlie, Christabel, Sylvia e Adela, continuarono la lotta iniziata dalla madre.

Altre donne importanti …

Amelia Earhart: La prima donna pilota ad attraversare l’Atlantico in solitaria, e la prima in assoluto a sorvolare i due oceani Atlantico e Pacifico. Partecipò alla fondazione di un’organizzazione di donne pilota chiamata “The ninety nines”.

Amelia Earhart

 

 

Wangari Maathai: La prima donna africana a laurearsi nel 1966.Vinse il Nobel per la Pace nel 2004, prima donna africana ad ottenerlo, per “il suo contributo alle cause dello sviluppo sostenibile, della democrazia e della pace”.

Wangari Maathai

 

 

 

 

Malala Yousafzai: La persona più giovane ad aver mai vinto il Nobel per la pace, a soli 17 anni. Il suo impegno è stato diretto all’istruzione delle donne in Pakistan, negato da un editto dei talebani. Continuamente minacciata di morte continua nonostante tutto il suo lavoro per garantire l’istruzione a tutti i bambini del mondo.

Malala

 

 

Rita Levi Montalcini: Premio Nobel per la medicina nel 1986, fu la prima donna ad essere ammessa alla Pontificia Accademia delle Scienze. È stata una delle scienziate italiane più conosciute e rispettate al mondo.

 Rita Levi Montalcini

 

 

 

 

 

 

Valentina Tereskova: La prima donna a viaggiare nello spazio a bordo della Vostok 6, aprendo così la strada a tutte le donne.

Valentina Tereskova

 

 

 

 

 

Rosa Parks: Nota per essere stata colei che fece scattare la protesta di Martin L. King e ponendo l’inizio della lotta per la discriminazione razziale negli Stati Uniti.

Rosa Parks

 

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 Carola Bechere 2^B

DE MULIERE

DE MULIERE

Condicio mulieris Romae


Il ruolo della donna è stato messo in discussione sin dall’antichità. Infatti la società romana era fondata sulla figura dell’uomo, nello specifico era incentrata sull’autorità del pater familias, che poteva ricoprire attività pubbliche o avviare un’attività politica. Il posto riservato della donna era quella della domus; doveva quindi occuparsi prevalentemente delle mansioni domestiche e della formazione dei figli, in particolare educandoli al mos maiorum, il nucleo della morale tradizionale della civiltà romana.

Nonostante la sua vita si svolgesse soprattutto tra le mura domestiche, la donna romana poteva uscire a fare acquisti e partecipare ai banchetti, anche se non le era concesso di stare sdraiata e bere vino.

 

 

Coniugium


In genere la donna romana andava in sposa molto giovane, per lo più da un uomo scelto dalla famiglia. Nella società romana esistevano i matrimoni “d’amore”, ma il più delle volte erano combinati.

In genere le nozze romane erano precedute da un fidanzamento, in cui il promesso sposo donava un anello (anulus pronubus) alla sua futura consorte e del denaro al suo futuro suocero, come pegno del contratto matrimoniale. La sposa indossava una tunica senza orli (tunica recta) e, sotto il velo, aveva i capelli divisi in sei trecce.

De mulieris condicio hodie


Purtroppo, anche al giorno d’oggi, la donna continua a subire discriminazioni e violenze. Uno degli obiettivi dell’agenda 2030, per esempio è la parità di genere. Si punta ad eliminare i matrimoni combinati, il traffico di donne, il fenomeno delle donne bambine e le mutilazioni genitali. La donna dovrebbe avere la piena partecipazione in ambito politico, economico e pubblico. 

Ancora oggi il numero di donne che sa leggere e scrivere è inferiore rispetto a quello degli uomini, soprattutto in Africa e in Asia Meridionale. Purtroppo in questi paesi la donna è maggiormente vittima di discriminazioni, maltrattamenti e violenze sessuali.

Il paese nel mondo con la peggiore qualità di vita è l’Afghanistan. Qui il 70% delle donne è costretta a matrimoni forzati e l’87% è senza l’accesso all'istruzione.

Nei paesi ricchi, invece, la donna gode di maggiore libertà economica, politica e sessuale e di un livello di scolarizzazione più elevato, anche se comunque le retribuzioni femminili rimangono più basse di quelle maschili. Si spera quindi che entro il 2030 questi obiettivi siano compiuti e ci sia finalmente una parità di genere.

 

 

COCO CHANEL: DE MULIERIS ORNATUUM COMMUTATIONE


Gabrielle Bonheur Chanel nacque il 19 agosto 1883 in un ospizio dei poveri a Saumur. 

Con la prematura morte della madre e l'abbandono da parte del padre Henri-Albert, Gabrielle venne messa in affidamento con le sue due sorelle dalle suore del Sacro Cuore presso l’orfanotrofio di Aubazine. 

Compiuti i 18 anni, Gabrielle è libera di andarsene da Aubazine.

Inizia a lavorare come commessa nella bottega Maison Grampayre a Moulins, allo stesso tempo è cantante in un caffè: qui intona la canzone Qui qu'a vu Coco? e, secondo la leggenda, è proprio da questo momento che tutti iniziano a soprannominarla Coco.

La prima svolta nella vita di Gabrielle è l'incontro con il suo primo amante,Étienne de Balsan, che fu anche il primo finanziatore della stilista. Figlio di imprenditori tessili e ufficiale di cavalleria, Balsan invitò Chanel a trasferirsi presso il suo castello a Royallieu.

Balsan essendo un appassionato di cavalli e di corse, ispirò Chanel successivamente per i pantaloni da cavallerizza e le cravattine lavorate a maglia. Nonostante Balsan non comprendesse il desiderio creativo di Chanel e la sua voglia di lavorare, la assecondò, permettendole di creare cappelli presso il suo appartamento parigino, in Boulevard Malesherbes.

Intorno al 1909 Coco Chanel iniziò la sua carriera realizzando cappellini: in un'epoca in cui vigevano cappelli sontuosi, ricoperti di piume e impossibili da indossare senza l'elaborata struttura di sostegno, i cappellini di paglia di Chanel, ornati da semplici fiori in raso o singole piume, scioccarono. Attraverso la rete di amicizie di Balsan, Chanel formò la sua prima clientela.

Presso la residenza del suo primo amante, Chanel incontrò quello che viene considerato l’amore della sua vita, Boy Capel. Boy si occupava dell'esportazione del carbone. A differenza di Balsan, Capel incoraggiò e finanziò il lavoro di Chanel. I due andarono a vivere insieme a Parigi, dove Capel le anticipò i soldi per permetterle di aprire la sua boutique in Rue Cambon 31. 

Nel 1912, quando il negozio era già ormai avviato da due anni, Chanel iniziò a vendere, oltre ai suoi cappellini, anche capi di vestiario come maglioni, gonne e qualche vestito.

Oltre al bianco ed il nero, i colori utilizzati da Chanel erano anche il

beige, il grigio e il blu marine.

 

Nel 1921 uscì sul mercato il suo profumo Chanel no 5. 

La fragranza era del tutto innovativa, in un'epoca in cui iniziavano a farsi timidamente largo i profumi di sintesi. Il profumo di Chanel venne realizzato artificialmente, con molecole sintetiche. Nasceva così un nuovo ideale di profumo che odora di donna. La fragranza prese il nome di Nº 5 in quanto corrispondeva alla quinta essenza scelta da Chanel (ma si dice anche che il 5 fosse il suo numero preferito).

A partire dal 1913 fino ad arrivare al 1930, Chanel portò la lunghezza delle gonne sotto il ginocchio e abbassò il punto vita, promosse l'utilizzo del jersey e dello stile alla marinara, e per finire introdusse l'utilizzo dei pantaloni femminili. 

Chanel crea la nuova donna del XX secolo, una donna che afferma la propria femminilità non per contrasto, bensì per paradosso, attraverso la rivisitazione di abiti maschili. Voleva dare inoltre all'abbigliamento quella praticità che la donna non aveva con bustini, corsetti e impalcature per cappelli, decisamente scomodi.

Nel 1955 Mademoiselle ottenne un altro successo, dando vita ad un altro intramontabile accessorio firmato Chanel: la borsetta 2.55. L'innovativo design si ispira, nella pura tradizione Chanel, al guardaroba maschile: per dare volume alla sua pochette, la stilista prese esempio dalle giacche che gli stallieri indossavano agli ippodromi. La borsa matelassé - ovvero trapuntata - presentava l'aggiunta di una tracolla, che consisteva in una catenella di metallo, intrecciata al cuoio.

Chanel morì il 10 gennaio 1971 in una camera dell’Hotel Ritz, all'età di 87 anni. In seguito alla sua morte la maison venne gestita dai suoi assistenti.

 

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Martina Campus 2B

 

Campus Martina 2B

Ed. civica latino/fisica

Al giorno d'oggi donne e ragazze continuano a subire violenze e discriminazioni, in merito a ciò, l'ONU ha inserito nell'agendo 2030 l'obiettivo dell'uguaglianza di genere. Vi sono dei traguardi da raggiungere tra cui per esempio porre fine alla discriminazione femminile elimando il traffico di donne, i matrimoni combinati, il fenomeno delle spose bambine e le mutilazioni dei genitali. Un altro traguardo è quello di garantire la piena partecipazione femminile in ambito politico, economico e sociale. Un altro problema è l'analfabetismo, infatti in media, 2 analfabeti su 3 sono donne, questo le porta in posizioni di inferiorità. Se le bambine trascorressero la loro infanzia a scuola, diminuirebbe il fenomeno delle spose bambine, inoltre, un educazione scolastica insufficiente comporta una mancanza di competenze che portano limitate opportunità lavorative. Un ulteriore traguardo dell'agenda 2030 è quello di avere uguali diritti di accesso alle risorse economiche e alla titolarità. Vi è poi un ultimo traguardo che consiste nell'intensificare una politica concentrata sull'emancipazione femminile. Un altro aspetto da cambiare è quello della retribuzione  femminile, che secondo i dati è il 23% in meno rispetto agli uomini. Questa battaglia ha inizio con la rivoluzione francese, dove le donne parteciparono alle assemblee e formarono club politici che portò però ad un anti-femminismo e le iniziative furono respinte. Intorno alla metà del 19esimo secolo però si ampliò il diritto di voto in tutti i paesi europei e riniziò la lotta per l'emanzipazione femminile, con cui, dopo numerose battaglie, scioperi ecc. riuscirono ad ottenere nel 1918, in Inghilterra,  il diritto di voto politico (in Italia invece nel 1946). Riguardo invece alla condizione femminile nella società romana (altamente maschilista)  sappiamo che le donne vivevano in una condizione di minoranza rispetto al padre e successivamente al marito; andavano in spose già da piccole e la maggior parte delle volte il marito veniva scelto dalla propria famiglia. Le matronae dovevano badare ai figli e gestire la casa dove passavano la maggior parte del tempo, infatti potevano uscire solo per fare acquisti o andare ai banchetti accompagnate dal marito senza comunque poter bere vino o partecipare attivamente alla serata. Questo era quello che riguardava le donne di famiglia aristocratica, le donne plebee avevano una condizione diversa e quasi sempre lavoravano come sarte, lavandaie, tessitrici ecc., poi vi erano le schiave che dipendevano totalmente dal loro uomo (detti domini). Col tempo però per fortuna la situazione migliorò e verso i primi secoli dell'impero si registrò una relativa emancipazione.

   

Per fortuna oltre alle lotte avvenute nel passato, ci sono persone che continuano a battersi tutt'ora, un tra queste è la famosissima attrice britannica Emma Watson, che nel 21 settembre del 2014 ha tenuto un discorso sui diritti delle donne a New York, in qualità di nuova ambasciatrice del settore UN Women delle Nazioni Unite. Per dieci minuti circa ha promosso la campagna "He for She" (“lui per lei”) parlando soprattutto agli uomini, e invitandoli a fare qualcosa per ridurre le disuguaglianze di genere, ha detto di essere stata scelta ambasciatrice dell’ONU sei mesi prima e ha parlato delle difficoltà legate alla parola “femminismo”, soprattutto per come viene recepita dagli uomini ma anche da alcune donne: «Più ho parlato di femminismo e più mi sono resa conto che troppo spesso battersi per i diritti delle donne era diventato sinonimo di odiare gli uomini. Se c’è una cosa che so con certezza è che questo deve finire. Per la cronaca, il femminismo per definizione è la convinzione che uomini e donne debbano avere pari diritti e opportunità: è la teoria dell’uguaglianza tra i sessi – politica, economica e sociale...Ho deciso di diventare femminista e la cosa non mi sembrava complicata. Ma le mie ricerche più recenti mi hanno fatto scoprire che “femminismo” è diventata una parola impopolare. Le donne si rifiutano di identificarsi come femministe. A quanto pare sono considerata una di quelle donne le cui parole sono percepite come troppo forti, troppo aggressive contro gli uomini, persino non attraenti. Perché questa parola è diventata così scomoda?». Dopo di che si è rivolta direttamente agli uomini, parlando degli stereotipi da cui loro, per primi, dovrebbero liberarsi: 

«Uomini, vorrei cogliere questa opportunità per farvi un invito formale. La parità di genere è anche un problema vostro. Perché fino a oggi ho visto il ruolo in famiglia di mio padre considerato meno importante dalla società, nonostante da piccola avessi bisogno della sua presenza tanto quanto quella di mia madre. Ho visto giovani uomini affetti da malattie mentali, incapaci di chiedere aiuto per paura di apparire meno “maschi”.

(…) Ho visto uomini resi fragili e insicuri dalla percezione distorta di cosa sia il successo maschile. Neanche gli uomini hanno i diritti della parità di genere. Non si parla molto spesso di come gli uomini siano imprigionati negli stereotipi di genere che li riguardano, ma vedo che lo sono. E quando se ne saranno liberati, le cose cambieranno di conseguenza anche per le donne. Se gli uomini non devono essere aggressivi per essere accettati, le donne non si sentiranno in dovere di essere sottomesse. Se gli uomini non devono avere il controllo per sentirsi tali, le donne non dovranno essere controllate. Sia gli uomini che le donne devono sentirsi liberi di essere sensibili. Sia gli uomini che le donne devono sentirsi liberi di essere forti: è tempo di pensare al genere come uno spettro, e non come a due insiemi di valori opposti.

Se smettiamo di definirci l’un l’altro in base a cosa non siamo, e cominciamo a definire noi stessi in base a chi siamo, possiamo essere tutti più liberi. (…) Voglio che gli uomini prendano su di sé questo impegno, in modo che le loro sorelle, madri e figlie possano essere libere dai pregiudizi, ma anche perché ai loro figli sia permesso di essere vulnerabili e umani, rivendicando quelle parti di loro che hanno messo da parte e diventando così la versione più vera e completa di loro stessi.

Magari starete pensando: che vuole questa tipa di Harry Potter? E che cosa ci fa sul palco dell’ONU? Una buona domanda. Me la sono fatta anch’io. Non so se ho le qualifiche per essere qui. Tutto quello che so è che mi importa di questo problema e che voglio far sì che le cose migliorino. Avendo visto quello che ho visto e avendone l’opportunità, sento che dire qualcosa è una mia responsabilità. (…)

Nella mia agitazione per questo discorso, e nei miei momenti di insicurezza, mi sono fermamente detta: se non io, chi? Se non ora, quando? Se avete dei dubbi simili ai miei, quando vi si presentano delle occasioni, spero che queste parole vi siano d’aiuto. (…) Se credete nella parità, potreste essere voi uno di quei femministi involontari di cui ho parlato prima. E per questo, mi complimento con voi». Il discorso alle Nazioni Unite di Emma Watson ha avuto un grande successo: è stato ripreso da molti media in tutto il mondo e il video su YouTube ha superato i 3 milioni di visualizzazioni. Nei giorni successivi diversi uomini hanno pubblicato foto e messaggi a sostegno della campagna con l’hashtag #HeForShe. Ma ci sono stati anche molti messaggi violenti contro Emma Watson.Watson è stata minacciata di morte ed è stato scritto che sarebbero state messe online nei prossimi giorni anche delle sue foto private. Questo fa capire quanto sia difficile metterci la faccia e lottare per quello a cui crediamo e riteniamo giusto, superando gli ostacoli causati da gente violenta e stupida a parer mio. Nonostante le difficoltà riscontrate e la mentalità chiusa di molte persone che non riescono ad andare avanti e aggiornare un'ideologia e dei pregiudizi che nel 21esimo secolo dovrebbero essere ormai superati, spero e confido in un futuro, il meno remoto possibile, di parità e giustizia, per poter vivere in pace e serenità. 

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Alessio Vacca 2B

Mulier in societate (Educazione Civica Latino-Fisica)

Mulier in societate 

“Sin dall’antichità la condizione della donna è stata sempre inferiore” 

La condizione di vita della donna nell’antica Roma era totalmente legata all’autorità del pater familias, determinando così, già dall’antichità, una situazione di inferiorità nei confronti delle donne e creando, inoltre, una società fortemente maschilista. Non tutte le donne, come avviene purtroppo anche oggi, avevano l’opportunità di fare le stesse cose, la loro “libertà” era legata alla loro posizione all’interno della società
Romana. Tutte
 le donne però venivanpater familiaso educate con gli stessi valori, quelli del pudore, della riservatezza e della modestia. Il compito principale delle matronaeera quello di gestire la casa e di avere figli, che poi avrebbero dovuto educare ai valori del mos maiorumLe donne dell’aristocrazia Romana oltre a svolgere i ruoli della loro vita domestica, potevano uscire di casa per fare acquisti e avevano l’occasione di partecipare ai banchetti, solo accompagnate dai loro mariti. Le donne plebee lavoravano come tessitrici, ostesse, venditrici, sarte, balie e lavandaie, e questa varietà di lavori le portava a una condizione di maggiore libertà di vita di quella delle donne aristocratiche. Al contrario, le schiave dipendevano comdonna Romapletamente dai loro padroni. Le donne nell’antica Roma venivano considerate come eterne minorenni, ma con il tempo ci furono delle novità giuridiche, nel II secolo a.C. si diffuse il matrimonio con il consenso di entrambi i coniugi inoltre, nel I secolo a.C. Augusto concesse alle  con un minimo di tre figli, la possibilità di non essere sottoposte a un tutore legale successivamente alla morte del padre. La storia del  ha dunque, radici antiche nel tempo all’interno dell’Antica Roma, per esempio nel 200 a.C. si propose di abrogare la legge che vietava alle donne di possedere più di mezza oncia d'oro, di portare vestiti multicolori e di passeggiare in carrozza, le "femministe" del tempo inscenarono una manifestazione di piazza per difendere i loro diritti. Ma non riuscirono nel loro intento, per l'accanita opposizione del maschilista Catone, che sosteneva che gli uomini non dovevano far calpestare la loro indipendenza negli affari pubblici dalla prepotenza della figura femminile.

Anche nel Rinascimento la condizione della donna non subì miglioramenti. Però, più numerose che nel Medioevo, ma soprattutto presso le classi più elevate, ci furono le donne che riuscirono a raggiungere i gradi più alti dell'istruzione e ad affermarsi in vari campi: dalla letteratura all'arte, dalla politica agli affari. Ma furono comunque delle eccezioni, in quanto la massa femminile avrebbe dovuto attendere ancora dei secoli per ottenere la parità con gli uomini.

Quello che noi oggi chiamiamo femminismo ha il preciso scopo di ottenere l'equiparazione della donna all'uomo sia nel campo civile, che in quello socio-politico, e il diritto della donna di realizzare liberamente la propria personalità. Questo movimento nasce in Francia durante la , quando nel 1792 Olympe de Douges presentò al governo rivoluzionario una "Declaration des Droits des Femmes" nella quale venivano richiesti per le donne tutti i diritti civili e femminismo 2politici. Al di là della Manica, poi, circa un anno dopo, venne pubblicato un libro intitolato VindicationRights di Mary  che segnò l'inizio del movimento femminista in Inghilterra. Ancora oggi la condizione femminile riscontra grandi problematiche, per esempio donne e ragazze continuano a subire discriminazioni e violenze e per questo, l’agenda 2030 ha inserito come primo obbiettivo l’uguaglianza di genere e anche quello di porre fine alla discriminazione femminile eliminando forme di violenza come il traffico di donne, il matrimonio combinato, il fenomeno delle spose bambine e le mutilazioni dei genitali. Il secondo è quello di garantire la piena partecipazione femminile a ogni livello decfemminismo 1isionale in ambito politico, economico e pubblico, ma uno degli impedimenti di questo obbiettivo è che il numero di donne che sa leggere e scrivere è inferiore a quello degli uomini. Questo divario è particolarmente accentuato in Africa in Asia meridionale, portando così al minimo le possibilità lavorative delle donne nate in questi paesi. Un ulteriore traguardo è quello di mettere in pratica riforme che diano alle donne uguali diritti di accesso alle risorse economiche come la titolarità e il controllo della terra e altre forme di proprietà. Ultimo ma non meno importante obbiettivo, è quello di intensificare una politica concentrata sull'emancipazione femminile, per esempio la proporzione di donne che occupano posti di lavoro retribuiti al di fuori del settore primario è in aumento anche se le retribuzioni femminili rimangono più basse rispetto a quelle maschili.

 

Le Sufragette

Grazie al testo dell'inglese John Stuart Mill"The Subjection of Woman" del 1869, le donne inglesi ottennero il diritto di voto nei consigli municipali e nei consigli di contea (1880). Nel 1903 sorse un movimento politico femminista che lottò, con comizi e manifestazioni pubbliche, per ottenere il diritto di voto, o suffragio, per le donne: le militanti furono chiamate suffragettePer fare breccia nella resistenza della società britannica, esse ricorsero, alla lotta aperta. Disturbarono i comizi dei deputati, incendiasuffragette 2rono negozi, edifici pubblici, fino ad ottenere, nel 1918, il diritto di voto.Per tutto l'800, le femministe statunitensi lottarono non meno tenacemente di quelle inglesi, senza ricorrere, però, ad azioni violente: loro manifestazioni tipiche furono parate, cortei con fiaccole e striscioni, comizi e marce di protesta cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica. Proprio negli Stati Uniti, tuttavia, si verificò, all'inizio del secolo, un terribile episodio che la giornata della donna ricorda tuttora: l'8 marzo 1908 morirono durante un improvviso incendio, in una azienda tesssuffragette nel 1915 origile di New York, 129 operaie riunitesi in sciopero all'interno dell'edificio. Non riscontrando i risultati sperati, le suffragette inglesi passarono, così, a forme di protesta più violente; così nel 1912 proclamarono la "Guerra delle vetrine" prendendo a sassate ogni negozio londinese. Nel 1913 il movimento suffragista ebbe anche la sua prima martire: una giovane inglese, Emily Davinson, che si gettò sotto la carrozza reale. Il movimento femminista aveva fatto, però, molta strada non solo in Inghilterra e negli Stati Uniti, ma anche in quasi tutti i paesi d'Europa, dove le donne riuscirono ad eguagliare l'uomo in tutti i campi e ad ottenere, persino, il diritto di voto.

“La donna nasce libera e ha gli stessi diritti dell'uomo. L'esercizio dei diritti naturali della donna non ha altri limiti se non la perpetua tirannia che le oppone l'uomo. Questi limiti devono essere infranti dalla legge, dalla natura e dalla ragione”

(dalla dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, Francia 1789)

“Se la donna ha il diritto di salire sul patibolo deve avere anche il diritto di salire sulla tribuna” 

(Olimpia de Gouges, autrice della dichiarazione, fatta ghigliottinare da Robiespierre nel 1793)

Michelle Obama

Michelle LaVaughn Robinson, coniugata Obama, è un avvocato ed ex first ladystatunitense, moglie di Barack Obama, 44º Presidente degli Stati Uniti d'America, nonché prima donna afroamericana a ricoprire il ruolo di First Lady. Diplomandosi nel 1981, lascia Chicago per intraprendere gli 5d31e8c72600004f00044ef2studi che la porteranno a laurearsi presso la Princeton University e la prestigiosa Harvard Law School. Tornata a Chicago, lavora come avvocato associato nella società di rappresentanze legali Sidley AustinIl suo incontro con Barack Obama è avvenuto quando lei lavorava come stagionale presso la società Sidley Austin. Non è stata solo la prima first lady di colore: questo l’ha fatta entrare nella storia, certo, ma non era detto che le garantisse anche un posto nel cuore degli americani. E infatti la sua pelle nulla ha a che vedere con la forte impronta che ha lasciato Michelle Obama come donna. La moglie dell’ex presidente degli Stati Uniti è stata molto amata, sin da subito, per la sua forte personalità, per la sua intelligenza e anche una volta lasciata la Casa Bianca ha continuato a portare avanti diversi progetti che l’hanno tenuta al centro dell’attenzione mediatica, con successo. Proprio per questo sarà inserita nella “National Women’s Hall of Fame” (ovvero l’istituzione che rende onore alle donne, le quali si sono distinte nel mondo della scienza, della politica, dello sport dando un contributo per far crescere e migliorare il Paese), ha voluto celebrare i suoi successi: dalle battaglie sociali alle iniziative mediatiche.La tutela delle minoranze infatti, è un punto fisso dell’azione di Michelle Obama la quale, dunque, una volta entrata alla Casa Bianca non si è limitata a fare “la moglie di”, bensì venne riconosciuta da tutti come modello di persona e di donna. 

michelle obama

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Alice Alterio 2^B

La condizione femminile dall'antica Roma ad oggi

La condizione femminile dall'antica Roma ad oggi

 
Nell’antica Roma la società era indiscussamente maschilista, infatti le donne si ritrovavano a dover essere tutelate da un uomo, in primo luogo dal padre (pater familias) e in secondo luogo dal proprio marito, come se fossero delle “eterne minorenni”. Per quanto riguarda il matrimonio, le donne erano obbligate a sposarsi in giovane età con uomini scelti dalla famiglia (ovviamente per questioni economiche) e perciò prive del diritto di poter amare chi desideravano.

Ogni donna veniva educata al pudore, alla riservatezza e alla modestia al fine di ottenere quei valori che rappresentavano la donna ideale, ma non solo, le donne dovevano svolgere la propria vita all’interno delle mura domestiche, partecipare ai banchetti, solo se in presenza del marito, ed infine educare i figli ai valori del mos maiorum. Tutto ciò che abbiamo appena descritto riguardava le donne di famiglia aristocratica, per questo possiamo ben immaginare che la vita delle donne plebee e schiave era decisamente più difficili, infatti le prime erano principalmente lavoratrici mentre le seconde erano oggetti di proprietà dei padroni (domini). Solo con l’avanzare del tempo iniziarono le prime emancipazioni da parte di donne con maggiore indipendenza economica, maggiore livello culturale e libertà che venivano ritenute oggetto di critica, come ad esempio Clodia che venne descritta da Cicerone come una prostituta.

 

In ogni caso le donne continuavano ad essere escluse dai diritti politici e solo ad oggi, dopo molti (forse troppi) secoli, la donna è riuscita a conquistare maggiori diritti in particolare nei paesi occidentali, ad esempio grazie alle sufraggette (video)  e alle loro ribellioni le donne sono riuscite ad ottenere il diritto di voto nel 1928 in Inghilterra. In altri paesi la situazione non è certamente la stessa, infatti le donna è ancora vittima di discriminazioni, maltrattamenti e violenze sessuali, senza possibilità e libertà di poter accedere agli studi e per di più alcune povere e innocenti bambine sono obbligate a sposarsi (il cosiddetto “fenomeno delle spose bambine”). Data la gravutà di tale situazione l’ONU ha deciso di inserire nell'agenda 2030 (video) l'obiettivo dell'uguaglianza di genere, in modo tale da: eliminare il traffico di donne, i matrimoni combinati, il fenomeno delle spose bambine e le mutilazioni genitali; garantire la piena partecipazione femminile in ambito politico, economico e pubblico; garantire il diritto di accesso allo studio; infine assicurare una pari retribuzione rispetto all'uomo.


Nonostante ciò anche nei paesi in via di sviluppo la donna continua a non avere uguali diritti rispetto all’uomo, in particolare nell’ambito lavorativo dove si ritrova a dover combattere contro innumerevoli stereotipi che le rendono difficile ottenere successo, oppure continua ad essere vittima di abusi e violenze sessuali che hanno portato negli ultimi anni un totale di  2.200 casi di feminicidio (video).

 

Martina Marroccu 2°B

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