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Prova educazione civica: la condizione femminile

La condizione femminile

 

La vita delle donne romane - CapitolivmNel corso della storia la condizione delle donne è stata sempre caratterizzata da una situazione di inferiorità sul piano sociale, giuridico e politico. Già in epoca romana la società era fondata sulla figura dell'uomo o più precisamente sull'autorità del pater familias per cui le donne vivevano in condizione di inferiorità rispetto all'uomo da cui dipendevano. Infatti, prese in sposa da giovani, vivevano sotto il controllo prima del padre e poi del futuro marito che veniva scelto dalla stessa famiglia; Il loro compito è sempre stato quello di occuparsi principalmente delle faccende domestiche e di educare i propri figli ed erano prive di diritti politici. In età moderna, la battaglia per i diritti civili delle donne iniziò con la rivoluzione francese, periodo in cui le donne partecipavano alle assemblee e addirittura fondarono dei club; ma solo con il codice napoleonico riuscirono ad ottenere un ruolo dipendente da quello dell'uomo. Nel 900 il diritto di voto si estese in tutti i paesi europei e riprese nuovamente la lotta per l'emancipazione femminile; Le donne che lottavano per questi diritti furono chiamate suffragette. In molti stati nacquero dei movimenti in cui le donne pur di vedere riconosciuto i loro diritto di voto, facevano lo sciopero della fame o sfidavano le forze dell'ordine; il loro diritto di voto venne riconosciuto nel 1918 in Russia mentre in Italia si dovette aspettare il 1946. Purtroppo ancora oggi il 70% delle donne vive nell'indigenza (povertà, ristrettezze) e quelle che hanno la peggiore qualità della vita sono quelle che vivono in Afganistan; Qui vengono obbligate a sposarsi bambine e la maggior parte di loro non ha accesso all'istruzione. Le donne che hanno una maggiore libertà sono quelle che vivono nei paesi ricchi; qui hanno una maggiore libertà economica, politica e hanno un livello d'istruzione elevato. Ciò nonostante la donna non viene trattata come l'uomo, ma anzi nel lavoro per esempio pur avendo un livello d'istruzione alto, percepisce un salario inferiore a quello dell'uomo. Per tutelare le donne e arrivare ad un'uguaglianza di genere anche l'agenda ONU 2030 ha posto come obbiettivo n5 eliminare la discriminazione femminile, eliminando per esempio il fenomeno delle spose bambine, dandole la possibilità di istruirsi e avere diritti, politici, economici e sociale.

 

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Elena Marinucci

Elena Marinucci

Elena Marinucci è nata a l'Aquila il 18 agosto del 1928; è una politica, avvocata, insegnante italiana esponente del Partito Socialista Italiano ed ex senatrice della Repubblica. Legata sin da giovanissima alla politica, dopo la laurea in giurisprudenza, diventa ufficialmente attiva durante la manifestazione a favore della legge Fortuna- Baslini riguardo il divorzio; nello stesso periodo decide di fondare un suo personale partito: la Lega delle donne per il socialismo. Il suo traguardo più importante era la parità fra i sessi. Divenuta responsabile femminile nazionale del PSI, riuscì ad avere più autorevolezza nelle questioni politiche e sociali, soprattutto quelle riguardanti la parità dei diritti fra uomo e donna. Marinucci ha combattuto e lottato per affermare la dignità delle donne, donne che nei secoli scorsi e ancora oggi, in alcuni paesi, sono sempre state sottomesse al volere dell'uomo; per la famiglia, per il quieto vivere o perchè semplicemente più debole. E' stata la prima donna a presiedere la commissione per le pari opportunità, composta da trenta donne e avvenuta nel 1984.

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Simone Fiorini 2°B