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Condizione femminile oggi - Prova di Educazione Civica/Fisica/Latino

Condizione femminile oggi

L’ONU ha inserito nell’agenda 2030 l’obbiettivo per lo sviluppo sostenibile: l’uguaglianza di genere.

Tra i traguardi il primo è porre fine alla discriminazione della donna eliminando forme di violenza come il traffico di donne, matrimoni combinati tra cui dare spose delle bambine, mutilazione dei genitali.

Il secondo è garantire la partecipazione delle donne in ambito lavorativo politico, economico e pubblico.

Il problema maggiore è l’analfabetismo che tra donne e uomini è più frequente appunto nelle donne, soprattutto in Africa e in Asia meridionale causando così inferiorità.

Un altro traguardo è l’intensificazione di una politica che si concentri sull’emancipazione femminile.

Infatti gli addetti al lavoro (donne) al di fuori del settore primario sta aumentando ma rimane comunque molto inferiore ai lavoratori uomini.

Condizione delle donne in antica Roma

Le caratteristiche della donna ideale, la “matrona”, erano pudore, dignità, castità, pietà e onestà. Dovevano essere moderate in tutti gli aspetti della vita: nell’uso della parola, nell’abbigliamento e nel comportamento.

Le basilari fasi del percorso di una fanciulla, invece, erano il matrimonio e la maternità. Il matrimonio aveva come unico scopo la procreazione, cioè la nascita di cittadini romani. Tuttavia, le donne romane allattavano i propri figli, per infondere loro il sentimento di «lealtà» nei confronti della famiglia e avevano il compito di educarli. Ciò comportava da un lato, una maggiore dignità e dall’altro l’accesso al mondo maschile. Erano poi affidate alla tutela di un uomo, e 'unica attività degna di una «donna perbene» era la filatura della lana: il telaio divenne, infatti, il simbolo per eccellenza della condizione femminile ideale.

Nel periodo di maggior splendore della società dell’antica Roma le donne romane si emanciparono e, per alcuni versi, furono rispettate, ottenendo «il riconoscimento formale di una quasi totale parità», pur rimanendo, però, fermo l’ideale della matrona. Tuttavia, nel periodo di crisi, le donne persero tutta la libertà conquistata nei secoli precedenti.

Emmeline Pankhurst

Emmeline Goulden Pankhurst nasce a Manchester il 15 luglio 1858  in una famiglia dell’alta borghesia, da Robert Goulden e Sophia Crane.

All’età di 7 anni circa, una notte mentre era nel suo letto i genitori le si avvicinarono per darle la buonanotte e il padre, convinto che stesse dormendo, sussurrò:

“Se solo fossi un maschio!”. 

Da quel momento nella visione di Emmeline fu chiaro che nella società la donna non era abbastanza importante, che essere donna era considerato quasi una sventura perché non avrebbe potuto comunque fare tante delle attività professionali, politiche, sociali e personali che erano concesse agli uomini.

Si sentì chiamata a difendere i diritti delle donne e fu dal quel momento che sviluppò gli ideali sul diritto di voto per le donne.

Promotrice di vari gruppi, primo fra tutti Women’s Franchise League, la Lega per il diritto di voto alle donne, diede un grosso contributo all’ottenimento, nel 1894, del diritto al voto per le donne nelle elezioni locali.

Nel 1903 fondò il Women’s Social and Political Union che come principio aveva l’obiettivo dell’estensione del suffragio alle donne

Nel 1905 fu condannata e imprigionata per aver interrotto una riunione del partito liberale chiedendo che venisse posto in discussione il tema caldo del diritto di voto alle donne. Il movimento si proponeva come forza esterna alle formazioni partitiche e spesso fu a queste contrapposto.

Nel maggio del 1914 Emmeline Pankhurst viene nuovamente arrestata, questa volta davanti a Buckingham Palace, mentre tenta di portare una petizione al re Giorgio V.

Poco dopo scoppiò la Grande Guerra, con le sue inevitabili ripercussioni in ambito umano, politico e sociale, e questo fece sì che le suffragette, in cambio della liberazione di tutte le detenute per reati politici da parte del governo inglese, sospendessero la propria battaglia.

In quegli stessi anni, Emmeline continuò a portare avanti i suoi ideali promuovendo una grande campagna di sensibilizzazione sul tema del suffragio universale, in altri paesi, come gli Stati Uniti, il Canada e la Russia. Al suo ritorno in Inghilterra, le autorità avevano già concesso il diritto di voto alle donne a partire dal 1918, ponendo fine ad una sacra lotta del genere femminile per il riconoscimento della parità dei diritti.

Nel 1926, Emmeline riprese ad occuparsi attivamente di politica, stavolta accanto ai conservatori. Morì nel 1928 a Londra.

Le sue tre figlie, Christabel, Sylvia e Adela, continuarono la lotta iniziata dalla madre.

Altre donne importanti …

Amelia Earhart: La prima donna pilota ad attraversare l’Atlantico in solitaria, e la prima in assoluto a sorvolare i due oceani Atlantico e Pacifico. Partecipò alla fondazione di un’organizzazione di donne pilota chiamata “The ninety nines”.

Amelia Earhart

 

 

Wangari Maathai: La prima donna africana a laurearsi nel 1966.Vinse il Nobel per la Pace nel 2004, prima donna africana ad ottenerlo, per “il suo contributo alle cause dello sviluppo sostenibile, della democrazia e della pace”.

Wangari Maathai

 

 

 

 

Malala Yousafzai: La persona più giovane ad aver mai vinto il Nobel per la pace, a soli 17 anni. Il suo impegno è stato diretto all’istruzione delle donne in Pakistan, negato da un editto dei talebani. Continuamente minacciata di morte continua nonostante tutto il suo lavoro per garantire l’istruzione a tutti i bambini del mondo.

Malala

 

 

Rita Levi Montalcini: Premio Nobel per la medicina nel 1986, fu la prima donna ad essere ammessa alla Pontificia Accademia delle Scienze. È stata una delle scienziate italiane più conosciute e rispettate al mondo.

 Rita Levi Montalcini

 

 

 

 

 

 

Valentina Tereskova: La prima donna a viaggiare nello spazio a bordo della Vostok 6, aprendo così la strada a tutte le donne.

Valentina Tereskova

 

 

 

 

 

Rosa Parks: Nota per essere stata colei che fece scattare la protesta di Martin L. King e ponendo l’inizio della lotta per la discriminazione razziale negli Stati Uniti.

Rosa Parks

 

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 Carola Bechere 2^B