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DE MULIERE

DE MULIERE

Condicio mulieris Romae


Il ruolo della donna è stato messo in discussione sin dall’antichità. Infatti la società romana era fondata sulla figura dell’uomo, nello specifico era incentrata sull’autorità del pater familias, che poteva ricoprire attività pubbliche o avviare un’attività politica. Il posto riservato della donna era quella della domus; doveva quindi occuparsi prevalentemente delle mansioni domestiche e della formazione dei figli, in particolare educandoli al mos maiorum, il nucleo della morale tradizionale della civiltà romana.

Nonostante la sua vita si svolgesse soprattutto tra le mura domestiche, la donna romana poteva uscire a fare acquisti e partecipare ai banchetti, anche se non le era concesso di stare sdraiata e bere vino.

 

 

Coniugium


In genere la donna romana andava in sposa molto giovane, per lo più da un uomo scelto dalla famiglia. Nella società romana esistevano i matrimoni “d’amore”, ma il più delle volte erano combinati.

In genere le nozze romane erano precedute da un fidanzamento, in cui il promesso sposo donava un anello (anulus pronubus) alla sua futura consorte e del denaro al suo futuro suocero, come pegno del contratto matrimoniale. La sposa indossava una tunica senza orli (tunica recta) e, sotto il velo, aveva i capelli divisi in sei trecce.

De mulieris condicio hodie


Purtroppo, anche al giorno d’oggi, la donna continua a subire discriminazioni e violenze. Uno degli obiettivi dell’agenda 2030, per esempio è la parità di genere. Si punta ad eliminare i matrimoni combinati, il traffico di donne, il fenomeno delle donne bambine e le mutilazioni genitali. La donna dovrebbe avere la piena partecipazione in ambito politico, economico e pubblico. 

Ancora oggi il numero di donne che sa leggere e scrivere è inferiore rispetto a quello degli uomini, soprattutto in Africa e in Asia Meridionale. Purtroppo in questi paesi la donna è maggiormente vittima di discriminazioni, maltrattamenti e violenze sessuali.

Il paese nel mondo con la peggiore qualità di vita è l’Afghanistan. Qui il 70% delle donne è costretta a matrimoni forzati e l’87% è senza l’accesso all'istruzione.

Nei paesi ricchi, invece, la donna gode di maggiore libertà economica, politica e sessuale e di un livello di scolarizzazione più elevato, anche se comunque le retribuzioni femminili rimangono più basse di quelle maschili. Si spera quindi che entro il 2030 questi obiettivi siano compiuti e ci sia finalmente una parità di genere.

 

 

COCO CHANEL: DE MULIERIS ORNATUUM COMMUTATIONE


Gabrielle Bonheur Chanel nacque il 19 agosto 1883 in un ospizio dei poveri a Saumur. 

Con la prematura morte della madre e l'abbandono da parte del padre Henri-Albert, Gabrielle venne messa in affidamento con le sue due sorelle dalle suore del Sacro Cuore presso l’orfanotrofio di Aubazine. 

Compiuti i 18 anni, Gabrielle è libera di andarsene da Aubazine.

Inizia a lavorare come commessa nella bottega Maison Grampayre a Moulins, allo stesso tempo è cantante in un caffè: qui intona la canzone Qui qu'a vu Coco? e, secondo la leggenda, è proprio da questo momento che tutti iniziano a soprannominarla Coco.

La prima svolta nella vita di Gabrielle è l'incontro con il suo primo amante,Étienne de Balsan, che fu anche il primo finanziatore della stilista. Figlio di imprenditori tessili e ufficiale di cavalleria, Balsan invitò Chanel a trasferirsi presso il suo castello a Royallieu.

Balsan essendo un appassionato di cavalli e di corse, ispirò Chanel successivamente per i pantaloni da cavallerizza e le cravattine lavorate a maglia. Nonostante Balsan non comprendesse il desiderio creativo di Chanel e la sua voglia di lavorare, la assecondò, permettendole di creare cappelli presso il suo appartamento parigino, in Boulevard Malesherbes.

Intorno al 1909 Coco Chanel iniziò la sua carriera realizzando cappellini: in un'epoca in cui vigevano cappelli sontuosi, ricoperti di piume e impossibili da indossare senza l'elaborata struttura di sostegno, i cappellini di paglia di Chanel, ornati da semplici fiori in raso o singole piume, scioccarono. Attraverso la rete di amicizie di Balsan, Chanel formò la sua prima clientela.

Presso la residenza del suo primo amante, Chanel incontrò quello che viene considerato l’amore della sua vita, Boy Capel. Boy si occupava dell'esportazione del carbone. A differenza di Balsan, Capel incoraggiò e finanziò il lavoro di Chanel. I due andarono a vivere insieme a Parigi, dove Capel le anticipò i soldi per permetterle di aprire la sua boutique in Rue Cambon 31. 

Nel 1912, quando il negozio era già ormai avviato da due anni, Chanel iniziò a vendere, oltre ai suoi cappellini, anche capi di vestiario come maglioni, gonne e qualche vestito.

Oltre al bianco ed il nero, i colori utilizzati da Chanel erano anche il

beige, il grigio e il blu marine.

 

Nel 1921 uscì sul mercato il suo profumo Chanel no 5. 

La fragranza era del tutto innovativa, in un'epoca in cui iniziavano a farsi timidamente largo i profumi di sintesi. Il profumo di Chanel venne realizzato artificialmente, con molecole sintetiche. Nasceva così un nuovo ideale di profumo che odora di donna. La fragranza prese il nome di Nº 5 in quanto corrispondeva alla quinta essenza scelta da Chanel (ma si dice anche che il 5 fosse il suo numero preferito).

A partire dal 1913 fino ad arrivare al 1930, Chanel portò la lunghezza delle gonne sotto il ginocchio e abbassò il punto vita, promosse l'utilizzo del jersey e dello stile alla marinara, e per finire introdusse l'utilizzo dei pantaloni femminili. 

Chanel crea la nuova donna del XX secolo, una donna che afferma la propria femminilità non per contrasto, bensì per paradosso, attraverso la rivisitazione di abiti maschili. Voleva dare inoltre all'abbigliamento quella praticità che la donna non aveva con bustini, corsetti e impalcature per cappelli, decisamente scomodi.

Nel 1955 Mademoiselle ottenne un altro successo, dando vita ad un altro intramontabile accessorio firmato Chanel: la borsetta 2.55. L'innovativo design si ispira, nella pura tradizione Chanel, al guardaroba maschile: per dare volume alla sua pochette, la stilista prese esempio dalle giacche che gli stallieri indossavano agli ippodromi. La borsa matelassé - ovvero trapuntata - presentava l'aggiunta di una tracolla, che consisteva in una catenella di metallo, intrecciata al cuoio.

Chanel morì il 10 gennaio 1971 in una camera dell’Hotel Ritz, all'età di 87 anni. In seguito alla sua morte la maison venne gestita dai suoi assistenti.

 

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