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Mulier in societate (Educazione Civica Latino-Fisica)

Mulier in societate 

“Sin dall’antichità la condizione della donna è stata sempre inferiore” 

La condizione di vita della donna nell’antica Roma era totalmente legata all’autorità del pater familias, determinando così, già dall’antichità, una situazione di inferiorità nei confronti delle donne e creando, inoltre, una società fortemente maschilista. Non tutte le donne, come avviene purtroppo anche oggi, avevano l’opportunità di fare le stesse cose, la loro “libertà” era legata alla loro posizione all’interno della società
Romana. Tutte
 le donne però venivanpater familiaso educate con gli stessi valori, quelli del pudore, della riservatezza e della modestia. Il compito principale delle matronaeera quello di gestire la casa e di avere figli, che poi avrebbero dovuto educare ai valori del mos maiorumLe donne dell’aristocrazia Romana oltre a svolgere i ruoli della loro vita domestica, potevano uscire di casa per fare acquisti e avevano l’occasione di partecipare ai banchetti, solo accompagnate dai loro mariti. Le donne plebee lavoravano come tessitrici, ostesse, venditrici, sarte, balie e lavandaie, e questa varietà di lavori le portava a una condizione di maggiore libertà di vita di quella delle donne aristocratiche. Al contrario, le schiave dipendevano comdonna Romapletamente dai loro padroni. Le donne nell’antica Roma venivano considerate come eterne minorenni, ma con il tempo ci furono delle novità giuridiche, nel II secolo a.C. si diffuse il matrimonio con il consenso di entrambi i coniugi inoltre, nel I secolo a.C. Augusto concesse alle  con un minimo di tre figli, la possibilità di non essere sottoposte a un tutore legale successivamente alla morte del padre. La storia del  ha dunque, radici antiche nel tempo all’interno dell’Antica Roma, per esempio nel 200 a.C. si propose di abrogare la legge che vietava alle donne di possedere più di mezza oncia d'oro, di portare vestiti multicolori e di passeggiare in carrozza, le "femministe" del tempo inscenarono una manifestazione di piazza per difendere i loro diritti. Ma non riuscirono nel loro intento, per l'accanita opposizione del maschilista Catone, che sosteneva che gli uomini non dovevano far calpestare la loro indipendenza negli affari pubblici dalla prepotenza della figura femminile.

Anche nel Rinascimento la condizione della donna non subì miglioramenti. Però, più numerose che nel Medioevo, ma soprattutto presso le classi più elevate, ci furono le donne che riuscirono a raggiungere i gradi più alti dell'istruzione e ad affermarsi in vari campi: dalla letteratura all'arte, dalla politica agli affari. Ma furono comunque delle eccezioni, in quanto la massa femminile avrebbe dovuto attendere ancora dei secoli per ottenere la parità con gli uomini.

Quello che noi oggi chiamiamo femminismo ha il preciso scopo di ottenere l'equiparazione della donna all'uomo sia nel campo civile, che in quello socio-politico, e il diritto della donna di realizzare liberamente la propria personalità. Questo movimento nasce in Francia durante la , quando nel 1792 Olympe de Douges presentò al governo rivoluzionario una "Declaration des Droits des Femmes" nella quale venivano richiesti per le donne tutti i diritti civili e femminismo 2politici. Al di là della Manica, poi, circa un anno dopo, venne pubblicato un libro intitolato VindicationRights di Mary  che segnò l'inizio del movimento femminista in Inghilterra. Ancora oggi la condizione femminile riscontra grandi problematiche, per esempio donne e ragazze continuano a subire discriminazioni e violenze e per questo, l’agenda 2030 ha inserito come primo obbiettivo l’uguaglianza di genere e anche quello di porre fine alla discriminazione femminile eliminando forme di violenza come il traffico di donne, il matrimonio combinato, il fenomeno delle spose bambine e le mutilazioni dei genitali. Il secondo è quello di garantire la piena partecipazione femminile a ogni livello decfemminismo 1isionale in ambito politico, economico e pubblico, ma uno degli impedimenti di questo obbiettivo è che il numero di donne che sa leggere e scrivere è inferiore a quello degli uomini. Questo divario è particolarmente accentuato in Africa in Asia meridionale, portando così al minimo le possibilità lavorative delle donne nate in questi paesi. Un ulteriore traguardo è quello di mettere in pratica riforme che diano alle donne uguali diritti di accesso alle risorse economiche come la titolarità e il controllo della terra e altre forme di proprietà. Ultimo ma non meno importante obbiettivo, è quello di intensificare una politica concentrata sull'emancipazione femminile, per esempio la proporzione di donne che occupano posti di lavoro retribuiti al di fuori del settore primario è in aumento anche se le retribuzioni femminili rimangono più basse rispetto a quelle maschili.

 

Le Sufragette

Grazie al testo dell'inglese John Stuart Mill"The Subjection of Woman" del 1869, le donne inglesi ottennero il diritto di voto nei consigli municipali e nei consigli di contea (1880). Nel 1903 sorse un movimento politico femminista che lottò, con comizi e manifestazioni pubbliche, per ottenere il diritto di voto, o suffragio, per le donne: le militanti furono chiamate suffragettePer fare breccia nella resistenza della società britannica, esse ricorsero, alla lotta aperta. Disturbarono i comizi dei deputati, incendiasuffragette 2rono negozi, edifici pubblici, fino ad ottenere, nel 1918, il diritto di voto.Per tutto l'800, le femministe statunitensi lottarono non meno tenacemente di quelle inglesi, senza ricorrere, però, ad azioni violente: loro manifestazioni tipiche furono parate, cortei con fiaccole e striscioni, comizi e marce di protesta cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica. Proprio negli Stati Uniti, tuttavia, si verificò, all'inizio del secolo, un terribile episodio che la giornata della donna ricorda tuttora: l'8 marzo 1908 morirono durante un improvviso incendio, in una azienda tesssuffragette nel 1915 origile di New York, 129 operaie riunitesi in sciopero all'interno dell'edificio. Non riscontrando i risultati sperati, le suffragette inglesi passarono, così, a forme di protesta più violente; così nel 1912 proclamarono la "Guerra delle vetrine" prendendo a sassate ogni negozio londinese. Nel 1913 il movimento suffragista ebbe anche la sua prima martire: una giovane inglese, Emily Davinson, che si gettò sotto la carrozza reale. Il movimento femminista aveva fatto, però, molta strada non solo in Inghilterra e negli Stati Uniti, ma anche in quasi tutti i paesi d'Europa, dove le donne riuscirono ad eguagliare l'uomo in tutti i campi e ad ottenere, persino, il diritto di voto.

“La donna nasce libera e ha gli stessi diritti dell'uomo. L'esercizio dei diritti naturali della donna non ha altri limiti se non la perpetua tirannia che le oppone l'uomo. Questi limiti devono essere infranti dalla legge, dalla natura e dalla ragione”

(dalla dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, Francia 1789)

“Se la donna ha il diritto di salire sul patibolo deve avere anche il diritto di salire sulla tribuna” 

(Olimpia de Gouges, autrice della dichiarazione, fatta ghigliottinare da Robiespierre nel 1793)

Michelle Obama

Michelle LaVaughn Robinson, coniugata Obama, è un avvocato ed ex first ladystatunitense, moglie di Barack Obama, 44º Presidente degli Stati Uniti d'America, nonché prima donna afroamericana a ricoprire il ruolo di First Lady. Diplomandosi nel 1981, lascia Chicago per intraprendere gli 5d31e8c72600004f00044ef2studi che la porteranno a laurearsi presso la Princeton University e la prestigiosa Harvard Law School. Tornata a Chicago, lavora come avvocato associato nella società di rappresentanze legali Sidley AustinIl suo incontro con Barack Obama è avvenuto quando lei lavorava come stagionale presso la società Sidley Austin. Non è stata solo la prima first lady di colore: questo l’ha fatta entrare nella storia, certo, ma non era detto che le garantisse anche un posto nel cuore degli americani. E infatti la sua pelle nulla ha a che vedere con la forte impronta che ha lasciato Michelle Obama come donna. La moglie dell’ex presidente degli Stati Uniti è stata molto amata, sin da subito, per la sua forte personalità, per la sua intelligenza e anche una volta lasciata la Casa Bianca ha continuato a portare avanti diversi progetti che l’hanno tenuta al centro dell’attenzione mediatica, con successo. Proprio per questo sarà inserita nella “National Women’s Hall of Fame” (ovvero l’istituzione che rende onore alle donne, le quali si sono distinte nel mondo della scienza, della politica, dello sport dando un contributo per far crescere e migliorare il Paese), ha voluto celebrare i suoi successi: dalle battaglie sociali alle iniziative mediatiche.La tutela delle minoranze infatti, è un punto fisso dell’azione di Michelle Obama la quale, dunque, una volta entrata alla Casa Bianca non si è limitata a fare “la moglie di”, bensì venne riconosciuta da tutti come modello di persona e di donna. 

michelle obama

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