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La condizione femminile dall'antica Roma ad oggi

La condizione femminile dall'antica Roma ad oggi

 
Nell’antica Roma la società era indiscussamente maschilista, infatti le donne si ritrovavano a dover essere tutelate da un uomo, in primo luogo dal padre (pater familias) e in secondo luogo dal proprio marito, come se fossero delle “eterne minorenni”. Per quanto riguarda il matrimonio, le donne erano obbligate a sposarsi in giovane età con uomini scelti dalla famiglia (ovviamente per questioni economiche) e perciò prive del diritto di poter amare chi desideravano.

Ogni donna veniva educata al pudore, alla riservatezza e alla modestia al fine di ottenere quei valori che rappresentavano la donna ideale, ma non solo, le donne dovevano svolgere la propria vita all’interno delle mura domestiche, partecipare ai banchetti, solo se in presenza del marito, ed infine educare i figli ai valori del mos maiorum. Tutto ciò che abbiamo appena descritto riguardava le donne di famiglia aristocratica, per questo possiamo ben immaginare che la vita delle donne plebee e schiave era decisamente più difficili, infatti le prime erano principalmente lavoratrici mentre le seconde erano oggetti di proprietà dei padroni (domini). Solo con l’avanzare del tempo iniziarono le prime emancipazioni da parte di donne con maggiore indipendenza economica, maggiore livello culturale e libertà che venivano ritenute oggetto di critica, come ad esempio Clodia che venne descritta da Cicerone come una prostituta.

 

In ogni caso le donne continuavano ad essere escluse dai diritti politici e solo ad oggi, dopo molti (forse troppi) secoli, la donna è riuscita a conquistare maggiori diritti in particolare nei paesi occidentali, ad esempio grazie alle sufraggette (video)  e alle loro ribellioni le donne sono riuscite ad ottenere il diritto di voto nel 1928 in Inghilterra. In altri paesi la situazione non è certamente la stessa, infatti le donna è ancora vittima di discriminazioni, maltrattamenti e violenze sessuali, senza possibilità e libertà di poter accedere agli studi e per di più alcune povere e innocenti bambine sono obbligate a sposarsi (il cosiddetto “fenomeno delle spose bambine”). Data la gravutà di tale situazione l’ONU ha deciso di inserire nell'agenda 2030 (video) l'obiettivo dell'uguaglianza di genere, in modo tale da: eliminare il traffico di donne, i matrimoni combinati, il fenomeno delle spose bambine e le mutilazioni genitali; garantire la piena partecipazione femminile in ambito politico, economico e pubblico; garantire il diritto di accesso allo studio; infine assicurare una pari retribuzione rispetto all'uomo.


Nonostante ciò anche nei paesi in via di sviluppo la donna continua a non avere uguali diritti rispetto all’uomo, in particolare nell’ambito lavorativo dove si ritrova a dover combattere contro innumerevoli stereotipi che le rendono difficile ottenere successo, oppure continua ad essere vittima di abusi e violenze sessuali che hanno portato negli ultimi anni un totale di  2.200 casi di feminicidio (video).

 

Martina Marroccu 2°B

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