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Iustitia pro mulieribus

IUSTITIA PRO MULIERIBUS                                                                                                                                                                                                                       

L'8 marzo non è la festa delle donne, l'8 marzo è la festa dei diritti  delle donne - Apiceuropa

Al giorno d'oggi i diritti delle donne si sono già prevalentemente conquistati, e posso dire di essere orgogliosa per quanto la donna abbia lottato per ottener ciò che è giusto; ciò che mi lascia l'amaro in bocca però è proprio il fatto che la donna abbia dovuto addirittura combattere o fare rivoluzioni e proteste per ottenere dei diritti che le sarebbero già dovuti appartenere, ma a causa del patriarcato purtroppo non è mai stato scontato. Purtroppo ancora oggi in alcuni paesi del mondo la donna viene ancora discriminata data la mentalità pregressa di questi paesi, ad esempio i matrimoni forzati e combinati con le minorenni. Nel ventunesimo secolo a parer mio è impensabile che vengano fatte ancora discriminazioni verso il genere femminile, perché in fondo, cosa cambia tra uomo e donna? Il sesso? Perché solo il sesso non è giustificabile per sottomettere un genere e privarlo di diritti. Fortunatamente il terzo articolo della Costituzione Italiana tratta proprio questo tema: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. “. Con questa legge si garantisce definitivamente il fatto che TUTTI i cittadini debbano avere pari dignità sociale, la quale è stata promulgata nel 1947, relativamente poco tempo fa. E' anche un obiettivo dell'agenda 2030 ottenere pari dignità sociali.

MULIERIS CONDITIO

Bellezza e cosmesi nella storia: l'antica Grecia – Inchiostro VirtualeFin dall’antichità la donna ha sempre vissuto in una condizione di minorità a causa del fatto che, come nell’antica società romana, si era principalmente basati sull’autorità del pater familias, infatti la società era fortemente maschilista. Le femmine venivano educate sin da piccole ai valori del pudore, della riservatezza e della modestia; dovevano sempre stare sotto la tutela del padre oppure del marito (in questo caso il marito scelto rigorosamente dalla famiglia, a scopi politici o per soldi). Il compito principale delle matronae era quello di occuparsi delle faccende domestiche e di generare e badare ai figli. La condizione delle donne plebee era leggermente differente: esse potevano lavorare come sarte, lavandaie, venditrici o comunque lavori umili adatti a loro. Le donne schiave invece, vivevano in una condizione ancor più ristretta: loro dipendevano solo ed esclusivamente dai loro domini. Già dal II secolo a.C. si iniziò però a diffondere il matrimonio con il consenso di entrambi i coniugi; col passare del tempo, durante gli inizi dell’impero, iniziò a diffondersi anche una relativa emancipazione supportata da donne con una maggiore indipendenza economica e aventi un minimo di cultura, ma ciò ovviamente fu oggetto di critiche da parte del patriarcato. Nonostante ciò, la donna rimase comunque esclusa dalla vita e dai diritti politici non potendo ricoprire cariche pubbliche o religiose. 

SEDITIONES

Suffragette Archivi - FarodiRoma

La condizione femminile da qui a molti secoli fa è nettamente cambiata: le prime rivoluzioni sono avvenute intorno alla fine del XVIII sec e inizio del XIX sec, più conosciute come “Prima ondata femminista”. Tra la fine del 1700 e l'inizio del 1900 si diffuse tra le donne la volontà di voler ottenere gli stessi diritti di cui godevano gli uomini: un classico esempio può essere quello delle Suffragette, che vennero formate il 10 ottobre 1903 da una delle donne rivoluzionarie più attive, Emmeline Pankhurst, supportata da sua figlia Christabel Pankhurst. Le suffragette usavano la violenza per ottenere i propri scopi, a differenza delle suffragiste che utilizzarono un approccio pacifista. Le suffragette combattevano per ottenere il diritto di voto. 

 

 

EMMA WATSON - ILLA QUAE VOCEM HABET

Emma Watson compie 30 anni, qui la sua storia beauty da ripassare

Non solo gruppi di femministe si sono distinti nella storia delle lotta per la parità di genere ma anche singole donne si sono fatte sentire grazie ai loro discorsi o alle loro buone azioni: è l'esempio dell'attrice Emma Watson, famosissima per aver interpretato il ruolo di “Hermione” in “Harry Potter”: la ragazza è diventata ambasciatrice della Buona Volontà (Goodwill Ambassador) della ONU per le donne e voce del movimento HerforShe per merito del suo gran discorso che ha sostenuto nel 2014, che l'ha resa un punto di riferimento per il sesso femminile. Ha avuto anche l'iniziativa di lasciare libri dal contenuto femminista nelle metropolitane di Londra.

MICHELLE OBAMA - MULIERIS IURIUM ADSERTOR

Michelle Obama's United State of Women Keynote - Michelle Obama on Women  and Voting

Un'altra donna che tutti conosciamo e che può essere considerata un esempio in tutto e per tutto è la ex first lady degli Stati Uniti d'America Michelle Obama, la quale ha difeso i diritti delle donne facendo uso appropriato del suo potere e della sua influenza; ha introdotto la State of Women, campagna che tratta temi come l'ingiustizia nel mondo del lavoro o la violenza di genere.

Ma ora parliamo di donne che hanno scritto e cambiato la storia…

 

 

MARIE CURIE - PHYSICAE MAGISTRA

Essere donna: Marie Curie, scienziata di talento - Articolo di Paola  Montonati

La prestigiosa Marie Curie, nata nel 1867 in Polonia, fu la prima donna a insegnare in un'importantissima università, ovvero l’Università della Sorbona, dove le fu assegnata la cattedra di fisica generale. Nel 1903 vinse il premio Nobel per la chimica per la sua scoperta del radio e del polonio, assieme a suo marito Pierre: una donna considerata come un punto di riferimento dalle giovani aspiranti al mondo scientifico.

 

MALALA YOUSAFZAI - AD EDUCATIONEM

Frasi celebri di Malala | Le più belle citaizoni per non perdere la speranza

 

Oppure la giovanissima Malala Yousafzai, giovane pakistana che a soli 17 anni vinse il premio Nobel per la pace per aver combattuto al fine di ottenere l'istruzione per le donne in Pakistan; nonostante venga continuamente minacciata di morte, Malala continua a lottare per garantire istruzione a tutti i bambini del mondo. Iniziò all’età di 14 anni dando vita al suo blog, ma ricevette vari attacchi terroristici come nel 2012, in cui degli uomini armati la colpirono in testa sullo scuolabus: sopravvisse grazie a interventi chirurgici.

 

 

RITA LEVI MONTALCINI - AMOR AD SCIENTIAM

ANNULLATO-Educare alle mostre, educare alla città - Scienza a Roma: storie  di donne. Rita Levi Montalcini. L'NGF dagli Usa a Roma | Sovrintendenza

Non posso non citare anche una delle scienziate italiane più conosciute e rispettate al mondo, ovvero Rita Levi Montalcini, nata nel 1909 a Torino, la quale fu la prima donna ad essere ammessa alla Pontificia Accademia delle scienze, oltre ad aver vinto, nel 1986, il premio Nobel per la medicina. Scoprì e illustrò il fattore di accrescimento della fibra nervosa. Nel 2001 venne nominata senatrice a vita "per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo scientifico e sociale".

In conclusione, la donna ha lottato e penso che sempre continuerà a lottare perché è evidente che al giorno d'oggi il patriarcato continua in certi ambiti a prevalere, ma fin ora sono orgogliosa di come la donna si sia distinta nella storia per ottenere i suoi diritti, e sono sicura che in quelle parti del mondo dove la donna è vista ancora inferiore, si continuerà a lottare per ottenere ciò di cui ha diritto il genere femminile.

 

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Eleonora Serra 2B