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I diritti della donna (Ed. Civica)

Relazione sui diritti

della donna

 

 

 

 

La società nell'Antica Roma era principalmente maschilista, chi aveva autorità era il pater familias. Il ruolo della donne era minore rispetto a quella dell'uomo,vivevano dapprima sotto la tutela del padre, poi sotto quella del marito. 

Basta pensare già al nome, un cittadino romano aveva tre nomi, la donna il nome della gens paterna e quando si sposava quello del marito. Il suo ruolo era quello di occuparsi soprattutto della casa (domus),di generare figli ed educarli secondo la morale tradizionale romana (mos maiorum).Matrona romana

I loro valori dovevano essere pudore,modestia e riservatezza. Potevano uscire,fare compere, partecipare ai banchetti ma solo insieme al marito e non potevano bere vino. 

Questo valeva per le donne aristocratiche, invece per le donne plebee era un po' diverso esse potevano lavorare magari come lavandaie, sarte o balie. Le schiave invece erano completamente sottomesse al loro padroni (domini).

Dal II sec. d.C. la condizione della donna cambiò un poco, si diffuse il matrimonio nel quale entrambi i coniugi potevano dare il consenso.

Invece nei primi secoli dell'Impero abbiamo finalmente una sorta di “emancipazione”, la donna ha un po' più di indipendenza economica, possiede un buon livello culturale e si comporta liberamente. Questo comportamento all'epoca non era ben visto e le donne venivano consideravano sfrontate, immorali, poiché non seguivano i comportamenti delle matrone romane. Inoltre in quel periodo era totalmente escluse dai diritti politici.

Cambiamenti sulla condizione della donna nella storia ci sono stati e tanti , seppur con tante lotte, pensiamo a parecchi secoli dopo quando durante la Rivoluzione Francese iniziò la battaglia per la parità dei diritti civili, le donne parteciparono alle assemblee e fondarono club politici,anche se purtroppo le loro rivendicazioni furono respinte. Osserviamo il Codice Civile Napoleonico che decretò un ruolo subalterno per la donna rispetto all'uomo.

Nella metà del XIX secolo, invece il diritto di voto si allargò a tutti i Paesi Europei e ci fu la lotta per l'emancipazione femminile.Le suffraggette

Le donne appartenenti al movimento di emancipazione femminile nato per ottenere il diritto di voto furono chiamate suffragette , perché rivendicavano il suffragio universale.

Negli Stati Uniti gli anni importanti furono dopo la Prima Guerra Mondiale, durante questo periodo le donne occuparono ruoli di responsabilità sia nella società sia nell'industria e dopodiché non poterono più escluderle dalla vita politica, esse ottennero il diritto di voto nel 1920.

In Italia invece le donne votarono per la prima volta nel 1946 l'anno del Referendum tra Monarchia e Repubblica.

Se pensiamo alla condizione della donna nel mondo dobbiamo dire che oltre il 70% delle donne vive in estrema povertà soprattutto in zone come l'Africa,l'Asia, il Medio-Oriente, esse sono vittime di maltrattamenti, discriminazione e violenze sessuali.

Il Paese dove si concentrano le peggiori condizioni di vita è l'Afghanistan,dove la maggior parte delle donne (70%) sono costrette al matrimonio forzato e prematuro e non hanno accesso all'istruzione (87%).

Nei Paesi in via di sviluppo invece le donne sono meno alfabetizzate degli uomini.

Un nome che vale la pena ricordare è quello di Malàla Yousafzai,lei è il simbolo della lotta per il diritto allo studio,una donna che sin da piccola ha lottato contro una legge islamica che imponeva in Pakistan il divieto di andare a scuola alle bambine. Nel 2014 vinse il Premio Nobel per la Pace.Malala

Se invece osserviamo i Paesi ricchi si può notare che la donna gode di maggiore libertà economica, politica e sessuale, ha un livello di cultura più alto, si sposa tardi e genera pochi figli, ma a parità di impiego percepisce uno stipendio inferiore rispetto a quello degli uomini.

In Italia, nonostante l'art.3 della Costituzione sancisca la parità dei sessi, troviamo ancora la disparità di genere.

Noi siamo al 71° posto nel mondo per divario tra generi e negli ultimi anni sono aumentati notevolmente i casi di femminicidio.

Nel 2015 le Nazioni Unite si era poste il termine per promuovere l'uguaglianza dei generi e i diritti delle donne ma purtroppo non è andata così, siamo ancora lontani da tutto questo.

Data l'importanza di questo problema l'ONU ha inserito nell'Agenda 2030 l'obiettivo per lo sviluppo sostenibile per l'uguaglianza di genere.

Il traguardo dell'Agenda 2030 ha cinque obiettivi:

  1.  eliminare la discriminazione femminile,cioè eliminando le forme di violenza come il traffico di donne e il matrimonio forzato (il fenomeno delle spose bambine e le mutilazioni dei genitali);
  2. garantire la partecipazione femminile ad ogni livello: economico, politico e pubblico;
  3. aumentare l'alfabetizzazione delle donne (Il numero delle donne alfabetizzate è inferiore a quello degli uomini, inoltre un'educazione scolare insufficiente porta a limitate opportunità di lavoro);
  4. fare riforme che permettano alle donne uguali diritti di accesso alle risorse economiche;
  5. concentrare una politica dell'emancipazione femminile.

 

Animosa (Emma Watson)

  

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Daniele Massidda 2B