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Relatività di usi e costumi

29/01/2010

 

Nello scritto anonimo “Ragionamenti Doppi” viene esposto il concetto di relativismo culturale. Per relativismo culturale si intendono le molteplicità delle credenze e dei costumi degli uomini. Nella prima parte dello scritto si dice che qualsiasi cosa possa essere continuamente sia bene che male, sia giusta che sbagliata. Nella seconda parte dello scritto invece si parla degli usi e costumi diversi a seconda della cultura. Per esempio, per i Traci il tatuaggio in una fanciulla era considerato un ornamento, per altri popoli era considerata una pena che si imponeva ai colpevoli. Questo succede ancora. Infatti, a seconda della posizione geografica del proprio Paese e a seconda della cultura del proprio popolo, si trova bello qualcosa che altri trovano brutto. Un esempio è dato dai diversi modelli di bellezza femminile. Le donne di etnia Akha, ovvero le “donne giraffa”. A tutte le femmine, fin da bambine, vengono messi attorno al collo cerchi di ottone, con lo scopo di allungare il collo. Questi cerchi aumentano col tempo. Il collo lungo è infatti ritenuto un grandissimo simbolo di bellezza. Lo stesso succede per le donne di etnia Etiope, anche nota con il nome di Mursi. Queste donne praticano invece un taglio nel labbro inferiore da parte a parte e inseriscono un cilindro di bambù, via via più grande. Questo è per loro un grande simbolo di bellezza. Così come per gli italiani il modello di bellezza è molto differente. I mass media propongono un modello di bellezza femminile magro e ben curato. Questo succede anche con il cibo. Per esempio, in Corea vengono mangiate le larve dei bachi da seta, in Cina invece gli spiedini di gr arrosto e in sud Africa esiste un verme che viene fatto sia fritto, oppure viene mangiato vivo. Queste cose vengono reputate molto buone in quei posti, ma, per esempio in Italia, non li mangeremmo mai. Anche se, facendo tanto gli schizzinosi, non abbiamo niente da invidiargli. In Sardegna viene infatti mangiato il casu marzu, ovvero formaggio con i vermi. Alla fin fine, sempre vermi sono, che si mangino da soli o che si mangino sul formaggio!

Francesca Seruis