Campus Steam

Quattro alunni del nostro Istituto sono stati ammessi a partecipare all’iniziativa ‘Campus estivo residenziale nelle materie STEAM (Science, Technology, Engineering, Arts, Mathematics)’, patrocinata dall’Ente regionale Sardegna Ricerche, in collaborazione con il Dipartimento di Matematica ed Informatica dell’Università di Cagliari e dedicata agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Il programma si è svolto nel Parco Scientifico e Tecnologico di Pula, dal 4 all’8 settembre 2023. A giugno erano state presentate più di 120 domande, a fronte dei 25 posti disponibili: i nostri alunni selezionati sono stati Gabriele Fois e Gabriele Sarritzu dell’attuale 4A, Samuele Vitiello della 5SB e Laura Lampis della 5SC. Il percorso, riservato agli studenti che nell’anno scolastico 2022/2023 stavano frequentando il terzo o il quarto anno delle scuole secondarie di secondo grado in Sardegna, ha proposto interessanti attività formative e laboratoriali, oltre che culturali e ricreative. I ragazzi hanno alloggiato presso Is Molas, la struttura alberghiera situata in prossimità del Parco, con vitto e alloggio a carico dell’Agenzia Regionale, e sono stati costantemente seguiti da tutor e animatori. Per questa prima edizione, il Campus ha scelto di focalizzarsi sulla programmazione in Python, un linguaggio informatico che ha un’enorme diffusione in tutto il mondo perché garantisce lo sviluppo rapido e divertente di applicazioni di qualsiasi complessità, e in tanti contesti differenti. Poiché al rientro dal Campus i ragazzi si sono mostrati davvero entusiasti dell’esperienza vissuta, ci fa piacere condividere qui alcuni stralci dei loro ‘diari di bordo’, sperando che l’iniziativa venga ripetuta anche il prossimo anno e che le loro parole possano servire da stimolo per altri alunni curiosi e pronti a mettersi in gioco.
RESOCONTI
1) E’ stata un’esperienza così strabiliante, ricca di così tanta gente simpaticissima, che fa particolarmente male rievocare quei ricordi che paiono lontanissimi, ma, ahimè, risalgono a sole due settimane fa. Tema centrale di tale esperienza era il linguaggio di programmazione Python, del quale, in soli cinque giorni di successi e numerosissimi ma necessari insuccessi, siamo diventati dei veri e propri conoscitori, tanto da fare addirittura delle battute con esso! Non solo, l’ultimo giorno abbiamo avuto la possibilità di dimostrare le nostre conoscenze e abilità, dovendo, nel caso del mio gruppo, programmare un robot in modo tale che evitasse eventuali ostacoli che gli si fossero posti dinnanzi mentre si muoveva. Il Campus, però, non è stato solo programmazione, ma anche attività incentrate sull’arte e ciò che è ‘pratico’: ad esempio, abbiamo realizzato un ponte autoportante in legno di dimensioni naturali che, se Dio vuole, oggi sta ancora in piedi! E dopo intere giornate passate di fronte al computer a programmare, sempre divertendoci, verso le venti e trenta si tornava in hotel. E proprio dopo cena si aveva la possibilità di socializzare, scherzare, ridere, condividere le fatiche della mattinata con ragazzi provenienti da ogni angolo della Sardegna (anche da Olbia e Sassari), discutendo animatamente fino a tarda notte di tante cose, anche le più leggere. Sono proprio quei momenti quelli che mi mancano maggiormente, e grazie ai quali non potrò fare altro che ricordare con immensa gioia tale esperienza.’ Gabriele Fois
2) ‘Sono entrato al campus entusiasta di affacciarmi ad un’iniziativa così stimolante, ma non senza dei dubbi: arrivavo infatti ad un campus “di informatica” senza alcuna conoscenza in materia, neppure la più basilare. Sono però felicissimo di poter dire che l’esperienza, personalmente, sia stata un successo: non solo dal punto di vista delle lezioni: le aule all’avanguardia e ben fornite, gli insegnanti giovani, chiari e disponibili, le pause frequenti per non sovraccaricarci e le ore pomeridiane dedicate ad attività all’aperto, dialoghi e approfondimento di altre tematiche (come la fotografia). Ma anche da quello umano: erano infatti numerosi i ritagli di tempo dedicati alla conoscenza e allo svago, con un gruppo di miei coetanei seri e affiatati. Se a tutto ciò uniamo una location mozzafiato come Is Molas, è legittimo dire che tale evento sia stato un pieno successo, dall’aspetto formativo e non solo, lo consiglierei a chiunque se la senta di trascorrere una settimana fuori casa all’insegna della formazione e del fare gruppo, e non stenterei a rifarla se ne avessi l’occasione.’ Gabriele Sarritzu
3) ‘Se devo essere sincera, quando mi hanno proposto l’iniziativa non ero per nulla convinta di parteciparvi pensando di non riuscire ad adattarmi in mezzo a ragazzi appassionati e competenti in informatica. Nonostante ciò ho deciso di mettermi in gioco e inoltrare la mia candidatura al Campus. Ripensando a quei quattro giorni ancora oggi non riesco a descrivere la magnifica esperienza che per mia fortuna ho avuto modo di vivere… Valigie alla mano, io e altri ventiquattro ragazzi provenienti da ogni angolo della Sardegna ci siamo ritrovati in un piccolo angolo di paradiso, nel parco naturale di Sardegna Ricerche e dopo i saluti e i convenevoli ci siamo sin da subito rimboccati le maniche cominciando ad apprendere i fondamenti del linguaggio di programmazione Python. Non tutti i ragazzi frequentavano un indirizzo prettamente informatico e non tutti avevano mai avuto a che fare con l’informatica prima di allora ma nonostante ciò, e nonostante gli incidenti di percorso, le difficoltà e le poche ore di sonno, alla fine del campo siamo riusciti a dare vita a un vero e proprio robot. Devo sottolineare il fatto che io e i miei compagni del Campus non abbiamo passato le intere giornate al computer; assieme all’associazione Menabò abbiamo infatti dato sfogo alla nostra creatività dedicandoci a fotografia, architettura (addirittura realizzando un ponte di legno a grandezza naturale ancora stabile) e a cerchi di parola. Alla sera infatti, dopo le cene che duravano ore in cui si scherzava su ciò che era avvenuto durante la giornata, si discuteva sulle tematiche affrontate durante il corso della giornata all’interno dei cerchi di parola, nella quale ognuno ascoltava gli altri e in cui tutti potevano esprimere la propria opinione senza timore. Molto interessante è stata inoltre la conferenza di Darya Majidi imprenditrice, attivista per i diritti umani e creatrice di sei start-up, che ci ha parlato della quarta rivoluzione industriale e di come noi giovani - che dovremmo essere gli uomini e le donne del futuro - ne sappiamo ben poco. Insomma posso dire di aver vissuto delle notti magiche al Campus: in soli quattro giorni, in maniera spontanea e del tutto inaspettata ho conosciuto compagni di viaggio davvero speciali che hanno reso unica e indimenticabile questa esperienza.’ Laura Lampis
